Positive Project From Heart Effect (2phe crew) fondata il 20/08/2011 Da: OistMc, Smogone, Keibi, MetrMc, Mr.Nilson, Vetus la rock, Zero1. L'obbietivo della nostra crew è salvaguardare e diffondere la filosofia della cultura HipHop seguendo i principi dell'Universal Zulu Nation, della Dichiarazione di Pace dell'HipHop e di Hogar Del Hip Hop.
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mercoledì 12 luglio 2023
giovedì 17 novembre 2022
sabato 1 novembre 2014
Workshop con Zulu King Quic - Mighty Zulu Kingz
Un pò di tempo fa abbiamo avuto ospite qui a Bassano Quic, membro dei Mighty Zulu Kings per un meraviglioso Workshop di B.Boying/ B.Girling. Per chi non conoscesse i Mighty Zulu Kings basti dire che è la crew di B.Boys B.girls che rappresenta l'Universal Zulu Nation, nata nel South Bronx nel 1973, una delle prime crew in assoluto di questo elemento. Quindi una grande opportunità, per imparare direttamente dalla fonte le foundations e lo spirito di questa danza.
Un workshop pazzesco durante il quale Quic ha raccontato come si è evoluta la musica attraverso al fusione di diversi generi musicali e culture, dove ha spiegato l'approccio alla musica, alla ritmica, all'importanza del linguaggio del corpo che diventa un alfabeto con il quale ci si può esprireme.
Super interessante è stata la dimostrazione del linguaggio del corpo all'interno del Cypher e delle Battles, oltre alla spiegazione e la visione di video che mostrano come questa disciplina derivi dal mambo, arrivando così ad insegnare le basi del Mambo Rock, finendo poi con la parte riguardante l'allenamento del fisico, estramamente necessario per avere un corpo all'altezza di questo elemento, finendo con la parte più interiore e riflessiva dove la danza, la filosofia, la crescita interiore e la spiritualità diventano una cosa sola all'interno del B.Boying.
Una delle cose più belle rimane vedere come le persone che hanno partecipato siano state contente e abbiano ringraziato di cuore per quello che hanno potutto imparare attraverso questo Workshop.
La nota negativa per quanto ci riguarda è che anche mantenendo il costo di iscrizione più basso possibile non siamo riusciti a rientrare delle spese, cosa che ci interessa poco, ma che scriviamo per farvi riflettere su alcune cose che magari possono essere viste solo con gli occhi degli organizzatori. Fortunatamente noi come crew ci autofinanziamo con i soldi che i membri mettono come cassa comune, quindi non ci sono stati problemi, ma se non fosse stato così sarebbe stato un problema e probabilmente non si sarebbe più organizzato un evento del genere. Un'altra cosa da dire è che sono stati più i partecipanti da fuori che le persone di Bassano, il che dispiace dopo i tanti discorsi e le parole versate sul fatto di portare un certo tipo di eventi vicino a noi.
Per il resto Peace e ai prossimi eventi state connessi.
Ringraziamo infinitamente Snap di UZN Italia e Last Alive Crew per l'opportunità regalataci e Quic per la persona stupenda che è, per tutta la conoscenza e passione che ha condiviso con noi.
Qui i video del workshop:
mercoledì 23 ottobre 2013
mercoledì 4 settembre 2013
Conferenza sulla Cultura Hip Hop con Mstafive, H.C Rebel e 2phe Crew
L'anno scorso durante l'Athena Street Festival abbiamo organizzato una conferenza sulla cultura Hip Hop nella quale Oist Mc e Keibi hanno riassunto la storia della nascita dell'Hip Hop, dove Mastafive ha parlato e spiegato la storia e la filosofia che stanno alla base dell'Universal Zulu Nation e con H.C. Rebel che ha esposto un suo pensiero sul Turntablism.
Siamo molto contenti di come è andata la conferenza visto che la maggior parte dei partecipanti erano esterni al movimento Hip Hop, visto che il nostro obiettivo è proprio quello di far conoscere questa Cultura alle persone non coinvolte personalmente.
Ecco qui i video della conferenza.
Peace
martedì 21 maggio 2013
Knowledge vs fotografie
Sto per raccontarvi una storia che potrebbe suonare incredibile, soprattutto per i giovani che sono nati nell'era di youtube. Come molte altre persone della mia generazione, ho visto il film Beat Street nel 1983 nel quale apparvero molti pionieri della cultura Hip Hop, dopo aver visto questo film ho iniziato a sognare di poter fare qualcosa con queste persone e con quei passi di danza che non avevo mai visto e delle quali non avrei mai potuto ottenere facili informazioni.
A 17 anni con i miei amici, immaginavamo di fare parte della Rock Steady Crew e di conoscere Crazy Legs di persona. Mi ricordo ancora l'imitazione di Melle Mel. Anche se sapevamo che era impossibile eseguire quei passi alla perfezione, abbiamo cercato di fare il meglio che potevamo in ogni passo di danza e vivevamo la filosofia Hip Hop.
Quando ho visto la prima video-intervista di questi pionieri erano già passati 28 anni da quando avevo saputo di loro per la prima volta.
Oggi, 30 anni dopo, le cose fortunatamente sono cambiate. Viaggiare è molto piu' facile, abbiamo mezzi di comunicazione che ci permettono di collegare persone diverse, in diversi luoghi e in pochi secondi. Oggi ho la possibilità di essere in contatto con Ken Swift o Mr Wiggles e organizzare un seminario con loro senza problemi.
Questo è molto buono! Perchè molte persone possono imparare direttamente con i veri maestri della breakdance. Il problema parte quando le persone credono che la foto scattata con i pionieri trasferisce a loro la conoscenza e il potere di discutere su ogni questione riguardante l'Hip Hop. Pensano di poter criticare tutti, e di avere piu' autorità di quelli che non hanno mai fatto un viaggio, ma che sempre ballano, studiano, analizzano, ecc.
Sembra che la foto sia l'unica prova della tua conoscenza. Se vai al seminario e non fai le foto non avrai la possibilità di parlare degli stessi argomenti con le persone che invece l'hanno fatta. Questo è quello che chiamo il potere della foto.
Si può andare a un seminario, scattare un milione di foto e non capire niente di quello di cui si è parlato. Ma supponiamo che si capisce chiaramente il seminario, si possono confrontare le conoscenze che si sono ottenute in due ore, con la consapevolezza di qualcuno che le ha ottenute in 5 anni di pratica.
Viviamo nell'era dell'immagine, in cui io e voi possiamo fare un video falso dove in questo momento stiamo camminando attorno alla luna, caricarlo su youtube a condividerlo con milioni di cittadini in 2 secondi. Ma questo non è attendibile! Non possiamo verificare la conoscenza delle persone attraverso le immagini.
Sono davvero felice per te, che fai parte della nuova generazione che non dovrà aspettare 28 anni per vedere l'intervista dei tuoi idoli. Ma parlando da persona con una lunga esperienza nella vita e nell' Hip Hop vi suggerisco davvero di fare qualcosa di più del solo fotografarsi assieme alle persone che ammiri. Le foto possono mostrare come sei bella/o o possono mostrare un momento speciale che si desidera ricordare, ma le foto non vi daranno mai la conoscenza, nell' Hip Hop o in qualunque altro ambito. La conoscenza è ottenuta con il sacrificio, le lunghe ore di studio, le domande e le risposte, l'allenamento, e la traspirazione di tutto questo.. non con un semplice clic della macchina fotografica.
B.Boy Buda
English Version
sabato 27 aprile 2013
giovedì 25 aprile 2013
martedì 23 aprile 2013
What Inspires DJ Lord Yoda X of Crash Crew + intervista al gruppo
Crash Crew was an early hip-hop group who recorded for Sugar Hill Records. The group, based in New York City, consisted of members DJ Daryll C. (who died in 1999 due to diabetes),
G. Man, La Shubee, Barry Bistro, Ek Mike C., and Reggie Reg. According
to JayQuan.com, the six met at a talent show sometime in 1977. In 1980,
they recorded their first single under the moniker "Disco Dave and the
Force of the 5 MC's".[1] The single, "High Powered Rap", was released on Mike & Dave Records. That same year, the group signed to Sugar Hill Records and released several classic singles like "We Wanna Rock", "Breaking Bells", and "On the Radio".
Members:
G. Man
La Shubee
Barry Bistro
Ek Mike C.
Reggie RegDJ Lord Yoda X
La Shubee
Barry Bistro
Ek Mike C.
Reggie RegDJ Lord Yoda X
DJ Daryll C (deceased)
Albums
- The Crash Crew (1984)
- High Powered Rappers (1996)
- Back to the Old School 2 - We Are Emcees (2001)
Singles
- High Power Rap (as Disco Dave and the Force of 5 MC's) (1980)
- We Want To Rock (1981)
- Breaking Bells (Take Me To the Mardi Gras) (1982)
- On the Radio (1983)
- We Are Known As Emcees (We Turn Party's Out) (1983)
- Here We Are (Waiting For You) (1984)
- 2-4-6-8/Here We Are (1985)
- The Crash Crew Is Back/Summer Fun (1995)
- The Real Hip Hop/Champagne Flights (1996)
- High Powered Rappers (1998)
Fonte:
Intervista al gruppo:
Etichette:
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Musica,
Rap,
Universal Zulu Nation,
Video
sabato 6 aprile 2013
"The Piece Maker" Documentario Italiano Sull Hip Hop - Estratto Speaker Deemo
The Piece Maker
Il documentario sulla cultura Hip Hop guardata con gli occhi di chi vuole capire come si diventa adulti grazie ad una passione che da energia e a come la si trasforma in arte!
Qui potete trovate la pagina facebook dove potete seguire il progetto e vengono pubblicati tutti gli estrettati: http://www.facebook.com/Piecemakerdoc
Qui vi proponiamo l'estratto riguardante l'intervista molto bella fatta a Speaker Deemo
Il documentario sulla cultura Hip Hop guardata con gli occhi di chi vuole capire come si diventa adulti grazie ad una passione che da energia e a come la si trasforma in arte!
Qui potete trovate la pagina facebook dove potete seguire il progetto e vengono pubblicati tutti gli estrettati: http://www.facebook.com/Piecemakerdoc
Qui vi proponiamo l'estratto riguardante l'intervista molto bella fatta a Speaker Deemo
mercoledì 27 febbraio 2013
Qual'è la tua idea?
Negli anni 50 i giovani che hanno vissuto la seconda guerra mondiale durante l'infanzia, hanno creato un movimento, conosciuto come Beatnik, era un metodo di opposizione ai valori degli adulti.
Gli anni '60 sono stati gli anni della liberazione sessuale (lo sviluppo di contraccettivi, l'uso della minigonna, i primi scontri per l'uguaglianza delle donne), il movimento Hippie. Apparivano con i capelli lunghi e gli slogan di pace, di amore e di opposizione alla guerra del Vietnam, negli Stati Uniti erano anche gli anni dei primi scontri contro il razzismo .
I Punks sono apparsi negli anni 70, con una ideologia basata sulla negatività del futuro e l' opposizione al sistema , "Non c'è futuro" erano le parole che dicevano alcuni giovani di quel tempo. Per mostrare la loro opposizione, hanno iniziato ad indossare abiti rotti, capelli colorati e con la cresta.
Nel 1980, l'Hip Hop è nato come un movimento culturale giovanile che pretendeva di opporsi ad un sistema che emarginava ed emargina i poveri e i neri. Con i suoi 4 elementi cerca di fare la differenza dalle generazioni passate.
Se guardiamo il passato, si può notare che diversi movimenti sociali emersi in tempi diversi hanno dovuto convivere, a volte anche uno contro l'altro, ma questi movimenti non si sono mai fermati. Ognuno di questi veniva assorbito da molte persone, ogni movimento era costantemente in sviluppo.
Negli anni '90 .. 2000 ... 2010 .. non abbiamo ... niente!
Tra il 2006 e il 2007 è apparso un gruppo di giovani chiamato Floggers e dopo di loro sono emersi gli Emo. Tutti movimenti caratterizzati dalla mancanza di ideologia.
E ora, nel 2012, tutto si mescola. Possiamo vedere gli hippies che non sanno chi erano gli hippies e parlano con cellulari da 300 dollari. Possiamo vedere i punks con vestiti comprati al centro commerciale e gli occhiali da sole che si abbinano con le scarpe All Star.
Gli Hip Hoppers che credono nella violenza come l'unica soluzione al problema e lo considerano come qualcosa di stiloso che gli da un'immagine rispettabile. E le donne che si definiscono prostitute e si mostrano come oggetti sessuali.
- I giovani hanno provato con la minigonna e la rivoluzione sessuale, i capelli lunghi, indossando vestiti indù.
- I giovani hanno provato con la vita di comunità e attraverso diverse droghe.
- I giovani hanno provato con la violenza, con i capelli colorati e con superficialità.
- Essere educati.
- Imparare, studiare, pensare, analizzare.
- Dicendo: per favore, mi scusi, mi dispiace.
- Essere puliti.
- Aiutare gli altri.
- Prendersi cura dell'ambiente.
- Non spendere soldi su cose inutili.
- Evitare la violenza e impedire la violenza sulle persone.
E 'solo un'idea, la mia idea. Qual è la tua idea?
B Boy Buda
English Version
lunedì 11 febbraio 2013
I am a gansta
Sin da quando ero un ragazzino ho imparato che farsi degli amici era meglio che essere soli. Quando si hanno amici, ci si sente protetti da loro, perché ci saranno in ogni momento quando avrai bisogno di difenderti o darti un consiglio.
Attraverso la mia vita ho conosciuto un gruppo di persone piene di energia e molto influenti. Sono diversi dal resto della società. Non fanno quello che la maggior parte dice che è OK. Inoltre, pensano sempre a nuove proposte, attraverso idee originali, a volte la società non è d'accordo con loro. Fanno parte di una gang (banda), come i Bloods o i Crips, ma sono molto più vecchi di loro.
Mi sono unito al gruppo e ho imparato che bisogna essere armati e bisogna camminare insieme ai tuoi fratelli per la strada se vuoi sopravvivere, perché i nemici sono in ogni luogo e hanno una grande varietà di modi per attaccare. I miei nemici sono persone irrispettose, loro irrompono in casa tua, buttando giù la porta e ti rigirano in pochi minuti. Non hanno paura, loro fanno paura.
Un consiglio, se incontri alcuni di loro per strada, non guardarli negli occhi! Se si accorgono che li state guardando, probabilmente invaderanno la tua mente e non sarai più lo stesso. Vi do una lista dei gangster, di tempi e paesi diversi. Non importa il posto dove andrai, probabilmente qualcuno ha sentito parlare di loro o subito gli effetti dei loro attacchi:
Quino, Jorge L Borges, Lao Tse, Arturo Perez Reverte, Ray Bradbury, Isaac Asimov, HG Wells, A. Conan Doyle, W. Shakespeare, Tich Nhat Hanh, Jesús, Buddha, Chuang Tse, Maometto, Lie Tse, Umberto Eco, Carl Sagan, Homero, Platon, Sófocles, Hermann Hesse, Italo Calvino, Felisberto Hernández, Robert Graves, Mula Nasrudin, Omar Khayyam, R. Tagore, Miguel de Unamuno, Alma Fuerte, Sigmund Freud, Albert Einstein, Jules Verne, HP Lovecraft, Aldous Huxley, Arthur C. Clark, Oscar Wilde, Erasmo de Rotterdam, Dante Alighieri, Rudyard Kipling, Alejandro Dumas, Goethe, John Blofeld, F. García Lorca, Horacio Quiroga, Edgar Alan Poe,, Lewis Carrol, JRR Tolkien, S. Hawkins, C. G Jung, Pichon Riviere, Virgilio, Euripide, Dalmiro Saenz, Quevedo, Thomas Mann, Seneca, Frans Kafka, Ernest Hemingway, Martin Luther King, Madre Teresa, Desmond Tutu, Nelson Mandela, Charles Darwin, Fontanarrosa, Carmelo Elorduy , Alex Haley, Krishnamurti, Mark Twain, Cartesio, Socrate, Galileo, Copernico, Philip K. Dick, Ghandi, ecc. E 'solo un breve elenco ... puoi trovare 1000 di loro.
Nella storia, molte persone hanno difeso le proprie idee, hanno fatto atti rivoluzionari e sono stati assassinati per quello che pensavano. Hanno combattuto con armi potenti: pensare, studiare, analizzare, scambiare opinioni, creare ... e hanno creduto in se stessi. Non hanno mai ferito altri, hanno cercato di spiegare le loro teorie, hanno detto quello che pensavano, hanno fatto ridere persone o distrutto pacificamente un impero.
Come ho detto prima, appaiono nella vostra vita e ti cambiano completamente. Dopo la loro visita, probabilmente si inizierà a parlare di argomenti che la maggioranza non possono capire, a praticare attività che non sono di moda, ad ascoltare musica interessante pensando alla qualità delle canzoni e senza pensare ai milioni di cd che ha venduto l'artista che l' ha composto. Penserete a voi stessi ...voi sarete liberi, e non è facile mostrarlo.
Vi avverto soltanto. Siete responsabili di ciò che scegliete e delle conseguenze delle vostre elezioni. Sono davvero la peggiore gang ... forse l'unica gang che ha senso conoscere.
P.s.: I monumenti sono stati costruiti per onorare le persone criticate, non i critici.
B boy Buda
English Version
Since I was a little boy I learned that make friends was better than to be alone. When you have friends, you feel protected by them because they will be at any moment you need to defend you or give you an advice.
mercoledì 6 febbraio 2013
Danze di Strada
Gli stili di danza all'interno della cultura Hip Hop sono tutti stili denominate danze di strada, in perchè qualche modo sono tutte nate o diffuse nelle strade.
Come si sono diffuse? nel modo più semplice e diretto, da una persona che già conosceva la danza all'altra che voleva conoscerla, tutto qua, e l'insegnamento come veniva pagato? Con l'amicizia, entrando a far parte dello stesso gruppo, migliorando quello che gli era stato insegnato, diffendendo l'onore di essere un buon B-Boy, non rubando i passi agli altri …avete notato qualcosa? Non ho mai nominato i soldi.
Adesso imparare (le danze di strada) è ancora una cosa fra amici o è diventata una cosa da professionisti? Come hanno fatto le danze di strada a smettere di essere praticate in strada per andare dentro alle palestre e alle sala di danza?
La danza "Danza di strada" era una attività bella e semplice, permetteva di incontrare gli amici, si portavano i cartoni agli angoli della casa, qualcuno aveva uno stereo per mettere la musica e la festa era fatta. Se qualcuno voleva imparare, semplicemente gli si insegnava attraverso l'empatia e le good vibes (buone vibrazioni), perchè imparare era nell'interesse di tutti, e anche perchè c'era un puro disinteresse commerciale.
Ballare le danze di strada significava essere libero, era incoraggiante fare qualcosa di diverso da quello che tutti facevano, era la scusa per stare insieme con gli amici, serviva a provare agli altri e a se stessi quello che eri capace di fare, serviva a scambiare idee, passi e musica. Ballare non era essere alla moda, serviva a marcare la differenza con quelli erano alla moda.
OGGI ballare "le danze di strada" è moda
Saluti e Pace
B.Boy Buda
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Spanish Version
Los estilos de baile que están dentro del Hip Hop son todos bailes callejeros porque de alguna manera, todos o comenzaron o se difundieron en la calle.
domenica 23 dicembre 2012
Memorie e testimonianze dalla vecchia scuola bassanese: Intervista ad H.C. REBEL (VICENZA)
Di dove sei, la tua tag, la tua crew, in che anno hai cominciato e che età avevi?
Sono nato a Milano, il mio o la mia tag è H.C. Rebel (dico il mio tag perché a Vicenza dicevamo sempre il o un tag, credo sia corretto dire in entrambi i modi se lo intendi come nome d'arte, il mio tag è il mio nome d'arte quindi..…tanto per capirsi.). Ho cominciato nel 1984 all'età di 13 anni. Ho fatto parte per breve tempo ad una specie di crew ma è errato definirla tale visto che eravamo solo io e Skah! Ci chiamavamo i Boogaloo Kings e facevamo solo electro boogie in coppia, eravamo grandiosi!!! Poi ero sempre in coppia con un'altro mio amico che si taggava Eskido, facevamo writing, il nome/numero che ci univa era 352, ci piaceva fare pezzi precisi, squadrati, di impatto, grandi ma con pochi colori!
Che atmosfera si respirava ai tempi in cui hai iniziato, a livello sociale, politico e giovanile?
Beh io sono cresciuto in un paesino di circa 3000 persone e oltre me c'era un'altra sola persona che ballava e con lui cominciammo ad andare in giro per feste di paese a cercare di ballare anche in luoghi che non c'entravano nulla con il B-boying. per noi ancora non esisteva l'idea di Hip Hop…c'era solo la breakdance.
Xkè hai cominciato? Quali influenze ti hanno avvicinato alla tua disciplina?
A 13 anni non ci si fanno domande del perché o no si fa una cosa, la si fa e basta, e ancora adesso io non ho la motivazione per la quale continuo a fare quello che facevo da piccolo…credo che sia perché mi fa stare bene, mi dà moltissima energia. Di influenze che mi hanno avvicinato al B-boying non ce ne sono state…il giorno in cui sono stato rapito completamente da questa danza me lo ricordo perfettamente! Ero in camera mia quando mio fratello mi chiamò dalla cucina e mi disse di venire a vedere in televisione, e a Domenica In c'erano 3 ragazzi che ballavano in modo particolare, quando li vidi rimasi assorbito completamente da quei movimenti e c'era una coincidenza perfetta della mia energia con la loro! Da quel giorno non pensai ad altro che provare a fare come loro!
Come veniva percepito il B-boying, writing...dalla gente esterna ad esso?
Devo dire che piaceva alle persone vedere uno che si buttava per terra a rotolare! Certo era una cosa per pochi non c'è dubbio…comunque il fatto che ballassi procurò un certo malcontento da parte dei professori della mia scuola…Ci fu la classica festa di carnevale nella palestra della scuola (1984/85), e io mi misi a ballare con altri due miei compagni ma che non erano molto ferrati per il B-boying comunque era bello ballare assieme. Dopo la festa tutti volevano imparare a ballare e questo fece distrarre gli alunni dalle lezioni per almeno un mesetto, per questo i professori mi vedevano un pò come l'alieno e il Ribelle della scuola, io poi non facevo niente, ma proprio niente sul serio, mi sentivo in gabbia, andavo bene solo nelle materie che mi davano modo di sfogare la creatività e il movimento, come ginnastica, educazione artistica, inglese, musica…le altre materie invece non riuscivo a farmele piacere. Portavo il berretto da baseball in classe perché non volevo separarmene e la prof. s'incazzava sempre! Una volta io e un mio amico/compagno di banco abbiamo disegnato sui muri del bagno con i pennarelli uniposca (qualcuno li conosce? forse ci sono ancora!), disegnavamo gente che ballava e facevamo scritte coloratissime! i professori ci scoprirono ovviamente dai
disegni che c'erano sui nostri banchi e sedie… e ci fecero imbiancare il muro!
…tra l'altro andavo a scuola con svariati mezzi "particolari" a volte ci andavo in skate, a volte ci andavo in bmx e mi pare di esserci andato anche con la mia moto da cross..…erano tutti mezzi di locomozione che pochi apprezzavano vista la loro natura non classica. Quando tornavo a casa da scuola passavo dalla bici al pavimento! Ballavo sempre! anche la mattina prima di andare a scuola se il giorno prima imparavo un nuovo passo lo provavo e non partivo se non lo rifacevo come volevo io!
Quando hai cominciato a praticare la tua disciplina era associata a una cultura, a un movimento, o era un'arte autonoma?
Quando ho cominciato non sapevo nulla….ma intuivo che la cosa fosse molto più grossa di quello che pensavo…anche se sapevo che questo ballo arrivava dall'America. Fu più tardi che venni a sapere di Afrika Bambaataa che era diciamo una specie di guida spirituale per i B-Boy! la sua musica era la linfa che ci faceva muovere così come lo era la musica di altri rappers che riuscivo a sentire a volte su radio palladium… ci stavo ore ad ascoltarla per poter sentire anche solo uno dei brani rap che trasmettevano… ma dato che il rap non era ancora ben visto in italia mettevano solo due o tre brani, ma per sentirli magari passava un pomeriggio intero e a volte nemmeno li mettevano…ma restavo con il dito sul tasto record del mangianastri ed ero pronto a premere appena sentivo il minimo segno del rap!
Quali erano le crew presenti all'epoca?
Non conoscevo crew italiane a quei tempi o se c'erano non erano "famose", diciamo che ci trovavamo agli Zulu Party e c'erano le combriccole di B-Boy di varie città e sapevamo che venivano circa i soliti che identificavamo dalla loro provenienza dicendo per esempio: "guarda ci sono i Breakers di Trieste!! oppure va che ci sono anche quelli di Mantova!" ma squadre vere e proprie con nomi vari non ce n'erano molte e se c'erano non le ricordo...
Sono nato a Milano, il mio o la mia tag è H.C. Rebel (dico il mio tag perché a Vicenza dicevamo sempre il o un tag, credo sia corretto dire in entrambi i modi se lo intendi come nome d'arte, il mio tag è il mio nome d'arte quindi..…tanto per capirsi.). Ho cominciato nel 1984 all'età di 13 anni. Ho fatto parte per breve tempo ad una specie di crew ma è errato definirla tale visto che eravamo solo io e Skah! Ci chiamavamo i Boogaloo Kings e facevamo solo electro boogie in coppia, eravamo grandiosi!!! Poi ero sempre in coppia con un'altro mio amico che si taggava Eskido, facevamo writing, il nome/numero che ci univa era 352, ci piaceva fare pezzi precisi, squadrati, di impatto, grandi ma con pochi colori!
Che atmosfera si respirava ai tempi in cui hai iniziato, a livello sociale, politico e giovanile?
Beh io sono cresciuto in un paesino di circa 3000 persone e oltre me c'era un'altra sola persona che ballava e con lui cominciammo ad andare in giro per feste di paese a cercare di ballare anche in luoghi che non c'entravano nulla con il B-boying. per noi ancora non esisteva l'idea di Hip Hop…c'era solo la breakdance.
Xkè hai cominciato? Quali influenze ti hanno avvicinato alla tua disciplina?
A 13 anni non ci si fanno domande del perché o no si fa una cosa, la si fa e basta, e ancora adesso io non ho la motivazione per la quale continuo a fare quello che facevo da piccolo…credo che sia perché mi fa stare bene, mi dà moltissima energia. Di influenze che mi hanno avvicinato al B-boying non ce ne sono state…il giorno in cui sono stato rapito completamente da questa danza me lo ricordo perfettamente! Ero in camera mia quando mio fratello mi chiamò dalla cucina e mi disse di venire a vedere in televisione, e a Domenica In c'erano 3 ragazzi che ballavano in modo particolare, quando li vidi rimasi assorbito completamente da quei movimenti e c'era una coincidenza perfetta della mia energia con la loro! Da quel giorno non pensai ad altro che provare a fare come loro!
Come veniva percepito il B-boying, writing...dalla gente esterna ad esso?
Devo dire che piaceva alle persone vedere uno che si buttava per terra a rotolare! Certo era una cosa per pochi non c'è dubbio…comunque il fatto che ballassi procurò un certo malcontento da parte dei professori della mia scuola…Ci fu la classica festa di carnevale nella palestra della scuola (1984/85), e io mi misi a ballare con altri due miei compagni ma che non erano molto ferrati per il B-boying comunque era bello ballare assieme. Dopo la festa tutti volevano imparare a ballare e questo fece distrarre gli alunni dalle lezioni per almeno un mesetto, per questo i professori mi vedevano un pò come l'alieno e il Ribelle della scuola, io poi non facevo niente, ma proprio niente sul serio, mi sentivo in gabbia, andavo bene solo nelle materie che mi davano modo di sfogare la creatività e il movimento, come ginnastica, educazione artistica, inglese, musica…le altre materie invece non riuscivo a farmele piacere. Portavo il berretto da baseball in classe perché non volevo separarmene e la prof. s'incazzava sempre! Una volta io e un mio amico/compagno di banco abbiamo disegnato sui muri del bagno con i pennarelli uniposca (qualcuno li conosce? forse ci sono ancora!), disegnavamo gente che ballava e facevamo scritte coloratissime! i professori ci scoprirono ovviamente dai
disegni che c'erano sui nostri banchi e sedie… e ci fecero imbiancare il muro!
…tra l'altro andavo a scuola con svariati mezzi "particolari" a volte ci andavo in skate, a volte ci andavo in bmx e mi pare di esserci andato anche con la mia moto da cross..…erano tutti mezzi di locomozione che pochi apprezzavano vista la loro natura non classica. Quando tornavo a casa da scuola passavo dalla bici al pavimento! Ballavo sempre! anche la mattina prima di andare a scuola se il giorno prima imparavo un nuovo passo lo provavo e non partivo se non lo rifacevo come volevo io!
Quando hai cominciato a praticare la tua disciplina era associata a una cultura, a un movimento, o era un'arte autonoma?
Quando ho cominciato non sapevo nulla….ma intuivo che la cosa fosse molto più grossa di quello che pensavo…anche se sapevo che questo ballo arrivava dall'America. Fu più tardi che venni a sapere di Afrika Bambaataa che era diciamo una specie di guida spirituale per i B-Boy! la sua musica era la linfa che ci faceva muovere così come lo era la musica di altri rappers che riuscivo a sentire a volte su radio palladium… ci stavo ore ad ascoltarla per poter sentire anche solo uno dei brani rap che trasmettevano… ma dato che il rap non era ancora ben visto in italia mettevano solo due o tre brani, ma per sentirli magari passava un pomeriggio intero e a volte nemmeno li mettevano…ma restavo con il dito sul tasto record del mangianastri ed ero pronto a premere appena sentivo il minimo segno del rap!
Quali erano le crew presenti all'epoca?
Non conoscevo crew italiane a quei tempi o se c'erano non erano "famose", diciamo che ci trovavamo agli Zulu Party e c'erano le combriccole di B-Boy di varie città e sapevamo che venivano circa i soliti che identificavamo dalla loro provenienza dicendo per esempio: "guarda ci sono i Breakers di Trieste!! oppure va che ci sono anche quelli di Mantova!" ma squadre vere e proprie con nomi vari non ce n'erano molte e se c'erano non le ricordo...
venerdì 14 dicembre 2012
Elementi Uniti
Per molti anni l'Hip Hop Old School (Vecchia Scuola) ha diffuso, disseminato e spiegato ai giovani tramite dati certi, che il rap non è stato creato degli MC che andavano di moda in quel dato periodo. Perché la cosa peggiore che si poteva sentire era che Vanilla Ice o addirittura i Run DMC avevano "inventato" il rap. E lo stesso succede con gli MCs che vanno di moda ora, dove i giovani non sono da biasimare se ottengono queste informazioni sbagliate.
Credo che oggi sia peggio. Perché l'Hip Hop è cresciuto nel suo complesso, e anche se ha competizioni mondiali, mostre, concerti, conferenze, letture e workshop in tutto il mondo, che è comunque una cosa buona, è cresciuto così tanto che i giovani di oggi cominciano ad ignorare il fatto che l'Hip Hop sia una cultura che si compone di diversi elementi, e che è la somma di questi elementi che rende vivo l'Hip Hop.
Oggi, i B.boys hanno le loro Skills (capacità) di ballo e ballano ognuno con la sua musica, e lo stesso vale per i DJs gli MCs che hanno i propri spettacoli, ma stanno perdendo l'idea di un HIP HOP UNITO negli elementi.
Ognuno va a vedere i propri artisti preferiti, ed alcuni stanno iniziando a pensare che solo questo sia l'Hip Hop. I B.boys e le B.girls non conoscono gli MCs (a meno che quest'ultimi non siano molto famosi) non sanno che ci sono diversi stili di danza, che si ballano su diversi stili di musica, ci sono DJ che fanno scratch e che affermano che il rap non gli piace. E penso che i Writers siano i più separati di tutti.
Penso che oggi la cosa più importante sia quella di cominciare a diffondere l'idea di Hip Hop come un insieme di elementi, perché se si continua su questa strada non passerà molto tempo prima che l' Hip Hop si divida e muoia.
venerdì 7 dicembre 2012
Usiamo mille scuse ma per superarle basta solo una motivazione
Abbiamo mille scuse per non fare quello che dobbiamo fare:
- Fa caldo
- Fa freddo
- Piove
- E' spento
- Non è facile
- C'è un sacco da camminare
- E 'troppo tardi
- E 'troppo presto
- Posso farlo a casa
- Posso farlo in qualsiasi momento
- Posso farlo domani
- Comincio Lunedì
- Oggi trasmettono un buon film in tv
- Non mi sento motivato ad andare oggi
- L'ho fatto per così tanto, se salto qualche lezione non sarà così grave.
E così posso continuare, scrivendo ciascuna di queste scuse ... Me ne sono dette molte a me stesso.
E 'vero che ciascuna di queste scuse sono valide e ognuno sceglie cosa fare con il proprio tempo.
Ma è anche vero che chi supera la barriera delle mille scuse, le lasciarà perdere solo per una motivazione, una forte motivazione, forse la più forte delle motivazioni ... superare (se stesso).
B.Boy Buda Hogar del Hip Hop Founder
Per informazioni su Hogar del Hip Hop e la sua filosofia:
http://2phecrew.blogspot.it/2012/04/hogar-del-hip-hop.html
sabato 20 ottobre 2012
Recensione del libro "BIGGER THAN HIP HOP" di U.net.
Questo libro è una perla, tratta argomenti dei quali di solito nella cultura HipHop non si parla e che invece sono di fondamentale importanza e che bisognerebbe sapere, come la politica degli anni 70, 80, 90 in America, l'urbanistica del Bronx, il cambiamento industriale, l'ondata di droga che ha invaso i quartieri di NY e altri ancora. Il libro dà una visione chiara delle cause politiche e sociali che hanno determinato la nascita dell'Hip Hop e i successivi cambiamenti avvenuti al suo interno, tutto questo attraverso lucide spiegazioni socio-culturali ed interviste a personaggi che hanno vissuto la cultura in prima persona o comunque l'hanno studiata (come ad esempio Jeff Chang, Henry Chalfant o Raheim dei The Furious 5, e molti altri artisti, intellettuali e attivisti), ed è evidente come le domande siano poste da una persona veramente appassionata all'argomento, alla ricerca di una conoscenza approfondita e che segue il proprio amore per questa cultura.
Come scritto dallo stesso U.net nell'introduzione, "In questo libro si vorrebbe evidenziare l'importanza di collocare questo movimento culturale all'interno del contesto storico, politico e sociale in cui si è sviluppato per agevolarne una migliore comprensione che si allontani più possibile dalle rappresentazioni mediatiche. La necessità di comprendere il framework entro cui un determinato fenomeno nasce e si sviluppa, attraverso la ricerca di testimonianze dirette, è stato un fattore critico per la mia evoluzione personale nella quale musica, storia e politica rappresentano solo prospettive diverse del medesimo percorso di vita e ricerca. Nei mesi e negli anni successivi alla fine dei miei studi universitari avrei imparato a conoscere quel contesto".
Sempre dall'introduzione del libro di u.net "Nel tentativo di ricostruire e di comprendere le dinamiche che hanno trasformato la vita e i contenuti della musica nera è nato Bigger Than Hip Hop, una raccolta di testimonianze e riflessioni che offrono un percorso di analisi e comprensione delle nuove forme di resistenza culturale e politica nera". "Bigger Than Hip hop vuole essere un omaggio alla storia, alla cultura e alla comunità afro-americana, la prima tappa di un percorso di ricerca nella cultura hip hop e una sfida a far meglio nella sana tradizione delle hip hop battle".
Precisiamo che, per capire del tutto certe situazioni e sfumature, è necessario avere già un po' di background alle spalle, perciò consigliamo a chi si avvicina all'argomento per la prima volta di studiarsi bene la cultura HipHop, o almeno di rileggerlo più avanti quando la conoscenza e la consapevolezza di questa cultura saranno maggiori.
Il libro è scaricabile gratuitamente dal sito di u.net http://www.hiphopreader.it/biggerthanhiphop/
sabato 13 ottobre 2012
Recensione del libro "Hip Hop parole di una cultura di strada" di nicolò de rienzo
Un libro che si può definire real, ovvero un libro concreto, che parla della cultura HipHop senza fronzoli e giri di parole, con molte citazioni tratte da interviste fatte dall'autore a persone che hanno vissuto questa cultura attraverso la realtà delle strade, tra i quali alcuni pionieri come James Top (importante writer dei primi anni '70).
Il libro tocca diversi punti focali di questa cultura, oltre a molti altri che invece non vengono discussi o citati spesso, come il sessismo, le crew, l'old school e la new school, i video, i soldi, ecc. Inoltre offre tantissimi spunti da cui partire, e sottolineo PARTIRE, visto che l'unica pecca di questa pubblicazione è che gli argomenti, seppur esposti bene, vengono trattati in maniera poco approfondita. Chi volesse qualche informazione in più, la potrà trovare in altri libri, alcuni dei quali sono già fra le nostre recensioni.
L'autore cerca di spiegare e raccontare le molte sfaccettature della cultura Hip Hop, dell'ambiente da cui proviene e delle persone che lo vivono. Non troverete perciò la storia dell'Hip Hop, quindi se vi interessa è meglio puntare su altro.
Comunque questo è un libro che consiglio a tutti, soprattutto a chi si avvicina per la prima volta a questa cultura, dato che è veramente un buon riassunto di quasi tutto ciò che si può trovare nell'Hip Hop. Starà poi al lettore approfondire gli argomenti trattati e la storia della cultura.
C'è da dire un'altra cosa: si trovano molte inesattezze soprattutto nella scrittura dei nomi dei pionieri, sicuramente dovuti ad errori di battitura e non ad ignoranza (un esmpio eclatante è Erk al posto di Kool Dj Herc).
Il capitolo sulla old school e new school è importante per capire la differenza di approccio che c'è fra le due generazioni che non è dovuta alle persone in sè ma ai cambiamenti culturali, ambientali, di marketing, razziali, ecc. che sono avvenuti nel corso degli anni che separano le due realtà.
Come dice Afrika Bambaataa c'è solo una scuola, la "True School" (la vera scuola), che viene rappresentata da tutti coloro che seguono, praticano e vivono la filosofia HipHop, sia che appartengano alla nuova o alla vecchia generazione.
Alcuni spezzoni tratti dal libro:
mercoledì 26 settembre 2012
Traduzione: Il Museo Hip Hop e centro di diffusione per l'Universal Zulu Nation al Kingsbridge Armory!
Scritto da Ahki Samssun
Pace,
Afrika Bambaataa sta chiedendo personalmente a ognuno di leggere e clickare mi piace su questa pagina, di lasciare un commento e di condividere questo link via facebook, con gli amici ecc! Noi stiamo creando un Museo Hip Hop e un centro di diffusione per l'Universal Zulu Nation al Kingsbridge Armory. La proposta del centro di diffusione prevederà un programma con musicisti provenienti da tutto il mondo, portando alle persone il miglior flavor internazionale 24 ore su 24/, 7 giorni su 7, 365 giorni all'anno..Oltre allo spazio per il museo Hip Hop e il centro di diffusione ci sarà un grande spazio dedicato agli artigiani, dove gli imprenditori potranno creare e vendere le loro merci all'Armory. Il progetto prende il nome di Mercado Mirabo. Tutti quelli che sono a favore della proposta del "Mercado Mirabo" inviate per favore una e-mail o/e chiamate le seguenti persone, e loro sapranno cosa pensate a riguardo della proposta del National Ice Center , che non è quello che serve e vuole la comunità. Usate l'e-mail e i numeri telefonici che troverete qui di seguito per mostrare la vostra indignazione e disapprovazione per questa scelta. C'è un'altra proposta che offre al Bronx un maggiore mix di sport, intrattenimento e negozi al dettaglio che non è stata considerata. Noi abbiamo bisogno di voi per aiutarci a creare questo progetto e per far sapere ai funzionari del Bronx che noi non accettiamo questa decisione!
Councilman Fernando Cabrera at fcabrera@council.nyc.gov (347) 590-2874 and
NYCEDC’s president, Seth Pinsky at spinsky@nycedc.com
Bronx Borough President Ruben Díaz Jr. rdiazjr@bronxbp.nyc.gov (718) 590-3500
NYC let your voices be heard!!! Share this link with your FB friends http://www.facebook.com/MercadoMirabo get everyone to like the page and post their comments. Peace & Blissings”
Location:
29 West Kingsbridge Road
Bronx, New York 10468
Description:
Kingsbridge Armory redevelopment proposal by Youngwoo & Assoc.
For more information, please email:
Ecerrillo@iyoungwoo.com
or call 212-477-8008
“Like” our page and follow our progress:
Facebook.com/MercadoMirabo
Website:
http://www.mercadomirabo.com
Qui trovate il link da cui è stato preso e tradotto l'articolo: http://samssun.wordpress.com/2012/08/13/the-hip-hop-museum-and-broadcast-center-for-the-universal-zulu-nation-at-the-kingsbridge-armory/
Qui trovate il link con la petizione: https://www.change.org/petitions/we-want-mercado-mirabo-at-kingsbridge-armory
Qui trovate altri link che approffondiscono il tema con la descrizione del progetto:
Peace 2phe Crew
domenica 19 agosto 2012
Le origini della parola Funk
Alla voce "funk", i primissimi vocabolari della lingua inglese riportano le seguenti definizioni: "paura", "fifa", "tremarella", oppure "depressione, abbattimento". A quanto pare la parola deriva dal termine fiammingo "fonck", che significa appunto "paura" o "costernazione"...
... Altri riferimenti linguistici al termine "funky" provengono dalla radice verbale "fumet", parola francese che sta ad indicare l'odere di muffa, e che a sua volta deriva, abbastanza chiaramente, dalla radice latina di fumo, "fumus" Le antiche definizioni inglesi del termine comportano anche il signi ficato di "odore pungente" o addirittura "fetore", è in effetti questa accezione che il termine viene usato più comunemente a livello dialettale. L'edizione del 1970 del Webster's new international dictionary riporta la citazione di un marinaio del 1623. "In mezzo ai ponti un uomo poteva a malapena respirare, a cagione del fatto che da là sotto emanava un fetore (funke) tale da causare la putrefazione del sangue" (è assai probabile che il marinaio stesse descrivendo il "fetore" di una nave negreria).
Oggigiorno, l'uso di funky in questa accezione è chiaramente associato alla gente di colore, e spesso alla black music; ancora il Webster's definisce il moderno si gnificato di "funk" in questo modo:
Voce gergale negra, lett. odoroso, donde muffoso, rustico, grossolano; deriva probabilmente dalla voce dialettale francese "funkier": fumare. Nel jazz, avente qualità rustiche, grezze, derivanti dal blues delle origini.
Alla fine, l'idea di "funkytudine", associata all'odore corporeo, venne collegata alla musica, anch'essa definita "funky" (pertanto, "odorosa", se non addirittura "puzzolente"), e con ogni probabilità il termine diventò d'uso corrente negli ambienti dei musicisti jazz. In effetti lo scenario è plausibile, specie se si considera l'alta concentrazione di persone francofone in quella che viene chiamata la "culla del jazz", Congo Square, a New Orleans. New Orleans è in Lousina, regione un tempo appartenente alla corona francese e luogo in cui, fin dagli inizi del periodo coloniale, francesi, spagnoli, inglei, scozzesi e persino filippini si mescolarono con gli africani, sia schiavi che liberi, e assieme a loro parteciparono a spontanee sedute di espressione musicale, scambiandosi ritmi, strumenti e dialetti...
...Thompson afferma che il termine slang "funky" è sempre stato associato a un "penetrante odore orporeo", e mai alla paura o alla depressione, cosa che lo rende più vicino per significato alla parola del dialetto centro-africano kikongo "lu-fuki".
La paroala kikongo - afferma Thompson - è prossima per forma e significato al termine jazzistico "funky", e tanto i jazzisti quanto i bakongo usano rispettivamente le parole "funky" e "lu-fuki" per lodare una persona per l'integrità della sua arte, per avere lavorato duro in vista del suo corpo. Ancora oggi, in Congo, è possibile sentire lodare una persona in questi termini: "YATI, NKWA LU-FUKI! VE MIELA MIAMI IKWENDA BAKI". Ossia: "ECCO, QUELLO SI CHE è UNA PERSONA FUNKY! LA MIA ANIMA AVANZA VERSO DI LUI PER RICEVERE LA SUA BENEDIZIONE". Questo perchè in Congo, si ritiene che l'odore di una persona anziana che abbia sempre lavorato sodo porti fortuna; lo sforzo fisico è identificato con l'energia positiva di una persona. Ecco perchè, nel gergo dei jazzisti di colore americani, essere funky può significare essere vicini a certi valori fondamentali, semplici, magari grezzi ma positivi.
Similmente, Thompson parala delle origini della parola "Jazz", definendola un termine "creolizzato" per indicare il sesso, usato in occasione delle jam session a Congo Square. Egli afferma che molte delle parole di derivazione africana, e che in particolare la parola "jazz" deriva dal creolo "jizz", collegata al termine "dinza", che in dialetto kikongo sta ad indicare l'eiaculazione.
Nel suo libro intitolato Talkin'And Testifyin?, la linguista Geneva Smitherman cita come possibile radice della parola "jazz" il termine mandingo "jasi", che significa "eccitare". Nel corso degli anni, gli schiavi africani e la loro controparte americana elaborarono una forma di lingua franca che si diffuse in tutta la regione e in seguito si evolse in un ibrido, il creolo. Secondo la Smitherman, tale linguaggio implicava la sostituzione delle parole provenienti dall'Africa con corrispondenti termini inglesi, ma all'interno della stessa struttura di base e dell'idioma che caratterizzavano gli schemi linguistici dell'Africa occidentale.
Così l'affermazione fatta inizialmente dagli etimologi e dagli etnomusicologi in base alla quale le parole "jazz" e "funk" sarebbero derivate dall'interscambio tra i musicisti che jammavano assieme a New Orleans è solo parzialmente corretta ; le radici di tali parole, così come lo spirito della musica, vennero introdotte nello scenario da aricani provenienti direttamente dall'Africa.
Tratto da FUNK la musica, il ritmo e i protagonisti di Rickey Vincent
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