martedì 1 maggio 2012

Hogar Del Hip Hop



Hogar del Hip Hop è un progetto internazionale fondato da B-boy Buda In Uruguay che ha l'obiettivo di diffondere l'Hip Hop positivo. La nostra Crew ha abbracciato il progetto e ha aperto il primo chapter italiano di questa organizzazione con la speranza che si possa ingrandire e diffondere anche in Italia.
Il nome del chapter è Hogar del Hip Hop Bassano del Grappa nome che deriva dalla nostra città, ma tutte le persone che sono interessate e hanno davvero voglia di far parte di questo progetto possono fare parte del nostro capitolo e poi in futuro il progetto si potrà allargare, per quanto riguarda la sola partecipazione potete trovare qui il link dei gruppi facebook:

Hogar del Hop Hop Bassano del Grappa Italy
http://www.facebook.com/groups/3hbassanodelgrappa/
Hogar del Hip Hop Central Uruguay che è il nucleo del progetto
http://www.facebook.com/groups/hogar2h/
Hogar del Hip Hop Guadalajara Messico
http://www.facebook.com/groups/3hgdl/?ref=ts
Hogar del Hip Hop Argentina Argentina
http://www.facebook.com/groups/3hargentina/?notif_t=group_added_to_group


Per quanto riguarda tutte le informazioni su 3h come diventare membri e tutti i principi le potete trovare sulla costituzione di Hogar del Hip Hop che pubblichiamo qui di seguito, ringraziamo tantissimo Annachiara Giambattista per la traduzione.
Se avete qualche domanda potete sempre contattarci.
2phecrew@gmail.com.
Peace 2phe Crew
 
L'ispirazione dalla quale B-boy Buda ha trovato il nome di questo progetto
http://www.youtube.com/watch?v=S-yz5Q1DHPE&fb_source=message

Hogar Del Hip Hop

OBIETTIVI:
Diffondere l'Hip Hop positivo, in tutto il mondo, come uno stile di vita.
Per ragioni di comodità in questo testo e in forma colloquiale ci riferiremo a Hogar del Hip Hop come 3h.
Cos’è l'Hip Hop positivo?
E' un modo di vivere l'Hip Hop usando gli elementi come strumenti di migliorazione personale. Il nostro miglioramento personale influirà su noi e su coloro che ci circondano. Quindi questa nostra elevazione individuale contagerà positivamente la società in generale.

LA NOSTRA FILOSOFIA
Penso, quindi esisto: studio, conoscenza, pensiero, ragionamento, ricerca, analisi, sviluppo dell’idea.
Pensare e fare devono essere una cosa sola, la stessa cosa. Non tutto è pratica, non tutto è teoria. Se balliamo dobbiamo sapere che stile facciamo, chi lo ha fondato, quale è il nome di questi passi, i nomi di alcuni B-boys e B-girls, e lo stesso se dipingiamo, se facciamo Beat Box, se siamo DJ ecc.
Dobbiamo conoscere in profondità l’elemento che pratichiamo e se è possibile anche gli altri.
Così come sapere la storia dell’Hip Hop, la storia di dove nacque e la storia dell’Hip Hop nel paese in cui vivi.

1 LA VITA SANA:
Il nostro corpo è il nostro tempio ed è nostra responsabilità mantenerlo pulito e sano. Tanto più siamo in buona salute, tanto più gli possiamo domandare. Penseremo, balleremo, scriveremo, canteremo, rapperemo meglio.
La decisione di farlo o meno è tua ma tua è anche la responsabilità della tua vita.

2 NON SIAMO PERFETTI:
Non salveremo il mondo, non siamo la soluzione a tutti i problemi, non abbiamo tutte le risposte.
Siamo solo persone che usano l’Hip Hop come un mezzo di elevazione attraverso l’idea di miglioramento in qualsiasi cosa facciamo. Va bene provare ad essere il miglior pittore MC, DJ, B-boy ecc. però è meglio provare ad essere un buon amico, figlio, padre, vicino.

3 NO AL CONSUMISMO:
Viviamo in un mondo in promozione permanente, che ci dice di comprare consumare spendere denaro…anche quello che non abbiamo. Nella pubblicità ci dicono che se compriamo avremo successo saremo belli milionari felici ecc.
È chiaro che alcune cose sono necessarie però quello che non è necessario è comprare in modo compulsivo, con l’unica idea di spendere per il gusto di farlo. Se ci rimane denaro possiamo donarlo e se ci manca lo possiamo scambiare con cose più utili per la nostra vita.
L’idea non è di non comprare più niente e trasformarci in monaci, però neanche quella di far parte di questo stile di vita e comprare in maniera compulsiva. La cosa più saggia è sempre il cammino di mezzo.

4 ECOLOGIA:
Ricchi e poveri viviamo tutti nello stesso pianeta. I ricchi avranno più soldi però si nutrono con gli stessi alimenti, hanno bisogno della stessa acqua, respirano la stessa aria e si espongono allo stesso sole del povero. Quindi il problema ecologico è un tema che colpisce tutti.
In 3H ci preoccupiamo per l’ambiente con piccole azioni quotidiane, per esempio non buttando la spazzatura in luoghi pubblici e riciclando quello che si può nelle nostre case.

5 CREDI, RAZZE, ETA', SESSO, LINGUE, STATI SOCIALI:
In 3H TUTTI sono benvenuti. Tutti devono essere rispettati, tutti devono essere ascoltati, tutti devono avere le stesse possibilità.

6 AIUTA IL PROSSIMO:
L’idea di aiutare il prossimo deve essere presente in ogni momento della nostra vita. Non abbiamo bisogno di grandi opere per poterlo fare. Però possiamo dare svariati aiuti, piccoli, semplici, sensibili, quotidiani però necessari per qualcuno.
Con la stessa idea, l’aiuto dentro al gruppo, il Beat Maker aiuterà l’MC, quello che sa scratchare insegnerà ad altri che vogliono imparare. Lo stesso con chi dipinge, canta, balla.
Quanto più si aiuta il gruppo, tanto più forte esso crescerà.

7 NON VIOLENZA:
Non appoggiamo, difendiamo, seguiamo, promoviamo e nemmeno ci identifichiamo con persone o gruppi che siano violenti o che promuovano la violenza, la discriminazione, l’umiliazione, l’odio, il razzismo e/o qualsiasi altra forma di violenza fisica, verbale e/o psicologica.
Non appoggiamo o diffondiamo gruppi o solisti che con i loro testi parlano di violenza, discriminazione, abuso sessuale, soldi, droghe, armi, testi che umiliano la donna o donne che si umiliano da sole vendendosi come un prodotto sessuale, invece che come artiste.

8 VECCHIA SCUOLA-NUOVA SCUOLA-UNA SCUOLA:
non siamo d’accordo con l’idea “il passato era meglio”. Non ci dimentichiamo del passato, lo rispettiamo, però pensiamo e ci proiettiamo verso il futuro.
Chiaro che rispettiamo la vecchia scuola e i fondatori di questo movimento culturale, però cerchiamo anche di andare avanti, attualizzarci, innovarci, creare, scoprire nuovi movimenti nel ballo, metriche più complesse nel rap, innovare la tecnica del DJing ecc.

FORMAZIONE DI SEDI 3H

ORGANIZZAZIONE:
Ogni gruppo (in ogni paese o città) ha la libertà di scegliere il modo migliore di organizzarsi e ha la libertà di variare questo modo tentando sempre di raggiungere la forma migliore di organizzazione. Ossia, se un metodo non funziona o è molto complesso se ne può proporre uno nuovo.
Nel caso che, in qualche paese, l’organizzazione 3H si espanda in differenti regioni, si dovrà pensare al modo migliore di organizzazione e comunicazione tra le differenti sedi. Si dovranno nominare delegati che, ogni tot di tempo (3, 6 o 12 mesi) hanno l’obbligo di incontrarsi per scambiare idee esperienze necessità ecc. e in più mantenere un contatto continuo attraverso i mezzi di comunicazione esistenti.
Dopo ogni incontro l’organizzazione di ogni paese comunicherà con l’organizzazione centrale informandola sulle novità, i cambiamenti, le idee ecc.
Ogni gruppo, in ogni paese o città, ha la libertà di accettare i futuri membri dell’organizzazione 3H.
Per l’accettazione di nuovi membri non ci sono limiti di età (in caso di minorenni è raccomandabile la comunicazione ai genitori o ai tutori di questi), sesso, razza, stato sociale, credo, lingua.
L’unica cosa che si deve tenere in conto è sapere qual'è la nostra filosofia di vita e essere d’accordo con essa.
Il 3H è un nucleo di persone o crew. Con le crew ci si comporterà nello stesso modo che con le persone. Se una crew vuole far parte del 3H tutti i suoi membri devono essere d’accordo con la nostra filosofia. Se non sono d’accordo, la crew non può far parte del 3H.
Il 3H non ha nessun potere sulla crew. La crew mantiene la sua indipendenza. Se decide di sciogliersi, far entrare nuove persone, cambiare il suo nome questa è responsabilità unicamente della crew e non del 3H.
Nel caso della realizzazione di concerti bisogna provare a partecipare ad ogni elemento, (ballo, musica, arte) e gli MC, i DJ, i B-boys/girls e Writers non vadano contro la filosofia del 3H nelle loro esibizioni, testi, messaggi.

NUMERO DI MEMBRI
Ogni organizzazione deve avere un minimo di 3 persone (2 di esse maggiorenni) per poter cominciare a lavorare.

DIFFUSIONE DELLA FILOSOFIA 3H
Ogni organizzazione deve essere presente in internet CON un sito web, facebook, twitter, myspace, e-mail o in qualsiasi altro metodo o forma che possa esistere in un futuro.
Però dovrà anche realizzare delle attività e promuovere la filosofia dell’Hip Hop positivo in tutti i modi e in tutte le riunioni.

ECONIMIA DI 3H
Ogni gruppo di 3H è indipendente economicamente e deve trovare la maniera di mantenersi. Può organizzare eventi, competizioni, concerti, vendere magliette con dei disegni o qualsiasi tipo di merchandising, cercare sponsor, chiedere una quota mensile o annuale ai suoi membri ecc.
Nel caso delle quote, se c’è gente che dimostra di non essere nelle condizioni di poter pagare, bisogna accettarla comunque nell’organizzazione.
Ci sono molte forme di “pagamento”, per esempio lavorando agli eventi, in attività differenti, diffondendo il 3H, incaricandosi della pubblicità ecc.
L’entrata di denaro nell’organizzazione deve essere fatta in forma legale e non deve andare contro la filosofia dell’organzzazione.
Nel caso della ricerca di imprese che servano da sponsor, bisogna provare che queste imprese non vadano contro la nostra filosofia. Per esempio, non accettiamo imprese che contaminano l’ambiente o tengano un immagine pubblica legata al consumismo: Coca Cola, Mc Donald, Nike ecc.
L’ideale sarebbe di raggiungere l’auto gestione ossia che ogni gruppo riesca a raggiungere le entrate economiche da attività o prodotti che vengono realizzati dal gruppo stesso.
Se per qualche motivo bisogna infrangere alcune di queste regole si deve provare a farlo nella maniera meno grave possibile. Si dovrà cercare comunque la forma che si avvicina di più alla nostra filosofia.
Sono accetate anche le donazioni anonime.

POLITICA:
L’essere umano è un essere politico nella sua essenza e tutto quello che facciamo ha una tendenza politica, senza dubbio. Però 3H non si deve mischiare con partiti politici che vogliano o meno governare i rispettivi paesi o città deve mantenere la sua indipendenza perché l’interesse di 3H è la società unita, aiutare il prossimo senza preoccuparci di razza, credo, lingua, sesso, stato sociale.
Non si dovranno appoggiare eventi, marce, gruppi ecc. che incitino alla violenza, all’odio, alla discriminazione e al razzismo.
Certamente, ogni membro ha le sue idee personali, che bisogna rispettare, a meno che non vadano contro la nostra filosofia.
È proibito accettare membri del 3H che siano d’accordo nel realizzare atti violenti, aggressivi, che abbiano espressioni di odio, umiliazione, razzismo verso ogni altra persona che appartenga o no all’Hip Hop.

DIRITTI:
Le persone che dirigono ogni gruppo sono quelli che servono da esempio agli altri che ne fanno parte, quindi devono essere le persone più impegnate con l’idea di 3h e la sua filosofia.
In 3h tutti hanno gli stessi diritti che siano leader o partecipanti.
Il diritto alla conoscenza del Real Hip Hop, alla conoscenza dell’Hip Hop positivo e come portarlo nella vita quotidiana.
Appartenere al gruppo che organizza non ti fa avere più potere o diritti che un partecipante “comune”.

OBBLIGHI:
Dei partecipanti è imparare i concetti filosofici di 3h
Dei leader, delegati o dirigenti di ogni organizzazione sono:
-imparare i concetti filosofici di 3h e portarli nella vita quotidiana
-mantenere una comunicazione continua con l’organizzazione centrale
- conoscere in prima persona B.boy Buda, fondatore di 3h.

ORGANIZZAZIONE CENTRALE:
Il fondatore e direttore di 3h è B.Boy Buda, responsabile della diffusione dell’Hip Hop positivo attraverso l’organizzazione di Hogar dell’Hip Hop.
L’organizzazione centrale si trova nella città di Montevideo, Uruguay, sudamerica. Fu fondata nel maggio del 2009 e si incarica di certificare tutte le sedi che si creano nel mondo.
Oggi esistono molti mezzi di comunicazione però nessuno ha superato la conversazione faccia a faccia. A B.boy Buda interessa che la gente capisca quali sono gli ideali di 3h quindi gli interessati a cominciare un gruppo di 3h ufficiale in qualsiasi paese, città o villaggio dovranno avere due requisiti:

1) La presenza di B.boy Buda nel paese o città dove si trova la nuova organizzazione. Lui si incaricherà della riunione iniziale del gruppo, parlando dei concetti filosofici di 3h e della storia dell’Hip Hop.
2)In questa riunione si consegneranno dei certificati numerati che varranno come l’appartenere ufficialmente a Hogar dell’Hip Hop per la visita bisogna combinare le date del viaggio e tutto ciò che con esso è relazionato. Non è intenzione di B.boy Buda che questo metodo porti a complicare l'apertura di un gruppo ufficiale di 3h quindi non è necessario nessun alloggiamento in luoghi speciali o Hotel. Lui può stare nella casa di uno dei futuri membri di 3h.
Ma su questo si potrà parlare prima del viaggio. Ogni luogo, ogni gruppo, ha le sue difficoltà quindi è meglio trattare uno ad uno separatemente.

B boy buda: autobiografia
1965 nacqui a montevideo (Uruguay). A 4 anni andai a vivere a buenos aires (argentina)..lì comincia la mia storia
Buenos aires
1979 Sugarhill Gang, Kurtis Blow, Chic, Gap Band, Stevie Wonder, James Brown e molti altri erano quelli che ascoltavo
1981 comincio a praticare le arti marziali: 2 anni di judo, 4 anni di aikido, 18 anni di arate e 10 anni di american kenpo
1983 comincio a ballare motivato dali film beat street e breakdance. In più faccio conoscenza e ballo con Jazzy Mel, StyloCaro, Grand Wizard King Rock, Frost, Ninja, Mike D e tutta la gente del sindacato argentino dell hip hop
1986 influenzato da jazzy mel in questo anno comincio a scrivere i miei primi testi in rap castellano
Barcellona (spagna)
1988 viaggiai a Barcellona e lì vissi 2 anni, i miei primi contatti furono Kapi, Koa, Shy, Area, Los Golden, Sendys, Sutil, Mookie, etc
1989 creiamo insieme a kapi e koa il turntables sindacate. Insieme a loro organizziamo feste e collaboriamo con la diffusione dell’hip hop. Lì vissi gli inizi del rap spagnolo: underrap, bzn band etc
montevideo Uruguay
1990 torno a montevideo
1991 formai e diressi il gruppo rap attack. Registrammo il primo disco rap dell’uruguay
1992 entrai all’università zulu nation
1998 seminario di poppin’ a mérida (messico)
1999 seminario di poppin’ a melilla (colombia)
2000 seminario di poppin a panamà
2002 creo il movimento slow pop mescolando i due movimenti di poppino
2005 comincio a insegnare poppin’ a montevideo
2007 giudice di competenza del ballo organizzato da inju (montevideo)
2007 giudice di payadores urbanos (montevideo)
2008 e 2009 giudice di competenza del ballo organizzato da inju (montevideo)
2009 produco arrangio e scrivo, insieme a eva, dei temi per il suo disco “il mondo di eva”
2009 creo l’organizzazione “hogar dell’hip hop” per la diffusione di un hip hop sano, positivo, lontano dalle droghe e dalla violenza
2010 organizzo il primo incontro di hip hoppers a montevideo
2010 prima lezione di storia del rap
2010 mi invitano a integrare il Preservation of Hip Hop Culture Committee
2010 mi invita il gruppo CLAN-DESTINO a partecipare (insieme ad altri) come pannellista per parlare di produzione e divulgazione dell hip hop
2011 mi invitano a integrare l’organizzazione hip hop forever
2011 realizzai 22 video educativi trattando differenti temi dell’hip hop, diffusi da diversi mezzi in internet
2011 mi inscrivono a The Official "Rebirth of Hip Hop Support List
2012 diffusione mondiale dell’hogar dell’hip hop

Saluti e Pace

B.boy Buda

Traduzione di Annachiara Giambattista

B-boy Buda Blog
http://bboybuda.blogspot.it/

INFESTA L'ARTE, Sant'Eusebio (Bassano del Grappa) 2011.




L'associazione di volontariato Korakanè ci ha contattati per un evento da loro organizzato chiamato "Infesta l'arte". Si trattava di una giornata completamente gratuita con molti laboratori e workshops indirizzati soprattutto ai bambini (fra gli altri: B.boying show della Know How Crew, Costruisci un Quartiere Naturalistico e Piccoli Samurai). Il compito della 2phe era quello di eseguire una dimostrazione di B.boying/B.girling e Writing, con relativi workshops. 

La giornata si sarebbe conclusa alle 18:00 con il XIV Festival Concertistico Internazionale "Organi storici del vicentino un patrimonio da ascoltare".  


L'evento era stato organizzato all'aperto e purtroppo, proprio durante il pomeriggio, l'abbondante pioggia non ha permesso lo svolgimento di questa splendida iniziativa facendo saltare tutte le attività; nonostante ciò, Keibi e Smogone, che avevano già iniziato a dipingere nella tarda mattinata, hanno continuato a lavorare sotto la pioggia, finchè non è stato proprio impossibile proseguire (visto che il colore colava prima di attaccarsi al pannello!).

Alla fine siamo riusciti a finire il nostro pezzo dimostrativo, anche se con varie e necessarie interruzioni. Speriamo di aver così dimostrato la nostra passione per quello che facciamo e la forte motivazione che ci spinge a farlo (Fight the rain!).

Purtroppo questa volta non è andata molto bene per cause al di sopra della nostra volontà, ma ci saranno altre occasioni per proseguire con il nostro lavoro.
 
Ringraziamo le ragazze dell'associazione di volontariato Korakanè che si sono date un gran da fare e ci hanno procurato gli spray e i pannelli (che hanno pure montato!); in più sono riuscite a far tenere il pannello col pezzo finito in centro a Sant'Eusebio per 2 settimane, ragione per cui il nostro lavoro non si è rivelato inutile ma anzi più soddisfacente.


 Link per contattare l'Associazione di volontariato Korakanè.
http://www.facebook.com/profile.php?id=100002830962768




Final piece character by Keibi + S by Smogone.

Tutte le persone che hanno organizzato e collaborato al progetto.

Tag "korakanè" by Smogone

B-boying Oist Mc

B-boying.

lunedì 23 aprile 2012

LA NOSTRA ESPERIENZA IN UGANDA PER IL GALAXY DANCE PROJECT UGANDA

 Flayer del progetto G.D.P.U. con Alex Askey davanti al pezzo di Smogone.

INTRODUZIONE     

Volevo prima di tutto ringraziare Alex Heskey, uno dei fondatori del progetto Galaxy Dance Project Uganda, il quale mi ha contattato tramite Facebook e mi ha dato la possibilità di conoscere questa bellissima iniziativa. Personalmente ne conoscevo già una simile chiamata Breakdance Project Uganda, per la quale avevo tradotto il flyer informativo, in maniera che potesse essere conosciuta e diffusa anche in Italia; B.P.U però aveva già un buon supporto dall'estero vista la partecipazione di personaggi come Crazy Legs e alla produzione di un documentario chiamato Bouncingcats (cosa che invece G.D.P.U. non aveva). Così dopo aver visto le foto e i video mi innamorai del progetto ed iniziai subito a lavorare per la sua diffusione, prima traducendo il loro programma e poi disegnando un pezzo per loro.
Pezzo di Smogone per G.D.P.U. in Italia
Dettaglio
Dopo questi lavori Alex mi chiese di partecipare concretamente al progetto andando direttamente a Kampala sia per fare uno o più workshop sul writing, sia soprattutto per cercare di trasmettere le nostre conoscenze riguardanti la storia, la filosofia e i valori della cultura HipHop. Questa condivisione diretta sarebbe stata particolarmente importante per loro, non solo per la conoscenza che avremmo potuto portare, ma anche per documentare il progetto e diffonderlo in Italia dopo averlo vissuto realmente (d'altra parte per noi sarebbe stata un'esperienza significativa da tutti i punti di vista).
Accettai subito: la proposta mi era stata fatta al momento giusto, questioni di destino, uno dei miei sogni si avverava; quindi dopo un pò di problemi di tempo e di soldi contattai i membri della mia crew per vedere chi poteva venire e fu così che ci organizzammo con Alex pronti a partire per il viaggio.

L'esperienza:
Città Mulago.
Arrivati in Uganda la grande differenza culturale si notava già, cosa che poi nei giorni è andata confermandosi.
Mi soffermo su alcune cose per farmi capire, ad esempio il fattore tempo: gli Ugandesi non ci danno troppo peso, vivono la loro vita senza guardare costantemente l'orologio, cosa che invece da noi è una costante. Da questo ne deriva una maggiore libertà, una maggiore flessibilità e più serenità, mentre noi siamo imprigionati nelle catene della routine quotidiana, della fretta e delle lancette. Le persone sono molto solari e mentalmente aperte, e dopo la sorpresa iniziale di vedere dei bianchi nel ghetto, tutti salutano e chiedono come stai, cosa che da noi è impensabile.
 Il senso di comunità è molto più forte, le persone cercano di aiutarsi fra loro, cercano sempre di dare anche se quello che hanno è poco, e questo è stato un grande insegnamento che porterò con me per il resto della vita, in netto contrasto con comportamenti egoistici e consumistici che abbiamo nella nostra società. Ci sarebbero da citare un sacco di altri atteggiamenti, comportamenti, dettagli e storie ma dovrei scrivere pagine intere dedicate solo a questo. Per quanto riguarda l'esperienza a livello HipHop, è quasi difficile da descrivere, ho vissuto delle emozioni talmente grandi da essere indescrivibili, non è facile trovare le parole giuste, posso solo dire che nei primi giorni sono arrivato più volte sulla soglia del pianto. Cito solo una frase che ha detto qualcuno di noi, non ricordo bene chi, ma rappresenta bene la situazione "se continua così mi scoppia il cuore".
Forse sono sensazioni normali quando ti trovi di fronte a certe situazioni, alla passione che ci mettono questi ragazzi in quello che fanno nonostante i grandi limiti che hanno a livello economico e di spazi (soprattutto a causa della grande mancanza di strumenti e posti per poter praticare). Penso che noi dovremmo imparare tantissimo da loro sotto questo punto di vista: molte volte ci lamentiamo per il floor o per le scarpe ecc.. diciamocelo senza problemi, siamo molto viziati!
Battle  al G.D.P.U B-boy Chiff.
Questi ragazzi ballano senza farsi problemi in situazioni che noi neanche immaginiamo, altra grande lezione che porterò con me. Ma tutto ciò è solo la conseguenza di una cosa: il vero spirito HipHop, la vera voglia di migliorarsi, di aiutarsi, di esprimere se stessi, di lasciare fuori i problemi durante quelle ore di pratica, di trovare un modo di vivere positivamente, quando invece molti di noi, purtroppo, prendono i loro elementi solo come degli sport o come hobby.

La diretta conseguenza, dovuta allo spirito che hanno e ci mettono nel vivere l'HipHop, è l'atmosfera che si vive quando sei là sul posto, che era ed è incredibile, c'è un energia positiva indescrivibile e tutto questo dà forza e ispirazione a palate; tutti provano tutto (b.boying, writing, beatbox, tatting, popping, mcing, solo il djing non è diffuso per questioni prettamente monetarie), tutti cercano di imparare e provano ad insegnare, tutti sono studenti e tutti sono insegnanti, abbiamo trovato qui il vero e più profondo significato di "Each one teach one". Il tutto come una vera famiglia. Non dico che da noi non ci siano delle situazioni simili, ma purtroppo sono molto rare mentre lì è la norma, e posso dire che in tutti i progetti che ho visitato, G.D.P.U., BPU, MULAGO, ho trovato e vissuto questa situazione. Dappertutto siamo stati accolti in maniera fantastica, ho imparato e ho insegnato, ho cercato di tramandare le mie esperienze e la mia conoscenza nonostante i miei limiti nell'inglese, ho ricevuto e ho dato, ho parlato e ho ascoltato, ho conosciuto un sacco di splendide persone, con molte delle quali siamo già diventati grandi amici, ma soprattutto ho vissuto dei momenti che saranno difficili da dimenticare.

Workshops al G.D.P.U.
Workshops alla scuola.
Workshops al G.D.P.U.
I workshops sono andati molto bene, sono davvero contento perché i ragazzi erano veramente attenti e volevano realmente conoscere e comprendere, spero di essere stato abbastanza chiaro e ringrazio chi nelle varie esperienze mi ha aiutato traducendo in Ugandese le spiegazioni, mi rimane solo il rammarico di non aver potuto dare e trasmettere tutta l'esperienza e la conoscenza che ho per via del mio inglese, quando loro mi hanno dato veramente tantissimo e personalmente mi hanno insegnato tanto. Abbiamo fatto 2 workshops di writing, il primo in una scuola durante l'ora d'arte ma purtroppo il tempo è stato limitato e non abbiamo avuto la possibilità di spiegare e di fare la lezione come avevamo programmato, così abbiamo cercato di riassumere i concetti più importanti nel tempo a disposizione.
Il secondo l'abbiamo fatto al Galaxy Dance Project Uganda: è andato benissimo, la lezione si è prolungata vista la grande attenzione dei ragazzi e si è conclusa con la dimostrazione, quindi mi sono messo a dipingere. A livello tecnico il risultato finale non è il massimo, per via del tempo limitato e per la mia poca esperienza con gli spray del posto. Infatti per la prima volta nella mia vita ho disegnato con degli spray non professionali e la differenza l'ho sentita. In realtà i colori erano belli, coprivano bene e anche i segni dei caps erano molto buoni, ma la pressione era veramente incredibile; così dopo alcune ore avevo il braccio stanchissimo e mi si era formata una vescica enorme sull'indice destro dovuta sempre alla forte pressione. Il tempo stringeva perchè il sole tramontava e non riuscivo più ad utilizzare l'indice, così ho usato il pollice e la maggior parte delle out le ho tirate così.

Pezzo per il workshops al G.D.P.U. Smogone.
Alla fine del pezzo avevo il braccio così finito che ho fatto fatica a scrivere le dediche, non riuscivo più a premere il cap nè con l'indice nè con il pollice e dovevo intercambiarli. Anche se il pezzo non è venuto pulito come altri, è sicuramente il pezzo con più soul che abbia mai fatto nella mia vita, ci ho messo tutta l'anima, la passione, l'amore, l'esperienza e le skills che avevo.
Tutto questo è stato una grande soddisfazione per me, soprattutto dopo i numerosi ringraziamenti e apprezzamenti che i ragazzi mi hanno fatto per la lezione e per il pezzo.
Ho avuto poi altre occasioni per parlare in generale della cultura HipHop, della filosofia e dei valori che stanno alla base di questa con persone anche al di fuori della cultura, durante alcune battle o giorni di semplice allenamento, per questo ringrazio i ragazzi dei vari progetti, che mi hanno dato questa opportunità.
Dopo aver riflettuto e visto parecchie situazioni, posso dire che la maggior parte dei ragazzi, se non tutti, anche se non hanno una conoscenza storica o didattica dei principi della cultura, hanno sicuramente il vero spirito, la giusta mentalità e il giusto approccio verso questa cultura, molto di più di noi che abbiamo la possibilità d'informarci a riguardo. Questo è sicuramente dipeso dalla loro cultura e dalla loro situazione sociale e politica. Diciamo che di base loro partono da zero e devono solo costruire mentre noi al contrario (soprattutto i più giovani) sin dalla nascita veniamo caricati di informazioni, che poi piano piano dobbiamo rimuovere per tornare alla base e ripartire per costruire.
Per questo sono sicuro che con l'aiuto di persone che possano portar loro la giusta conoscenza, la scena ugandese potrà diventare nel giro di poco tempo una delle più belle a cui si possa partecipare, sempre se lo spirito che li guida rimarrà lo stesso, ma io credo proprio che non ci saranno problemi di questo genere.

Alla fine del viaggio mi sono fatto queste promesse:

Il prossimo anno tornerò in Uganda e nel frattempo migliorerò il mio inglese e tutte le mie skills per poi condividerle con i ragazzi.

Ho promesso a me stesso che non mi sarei fatto più problemi riguardanti le condizioni del floor per rispetto di tutti i B.Boys e gli amici che ho incontrato durante questo viaggio.

Con la crew avvieremo più progetti per raccogliere fondi da mandare al G.D.P.U. per aiutarli con i materiali e le varie spese, visto che il progetto in futuro si amplierà considerevolmente e diventerà come una casa famiglia con aiuti a livello scolastico,formativo e anche medico, ma tutto questo sarà possibile solo se riusciremo ad aiutarli concretamente.
Smogone


OIST MC
Kawempe
La prospettiva per me era quella di aiutare Alex Heskey nel suo progetto, il GDPU (Galaxy dance project Uganda). Alex è un b-boy ugandese che ha deciso di creare un posto di ritrovo a Kawempe dove poter dare lezioni gratuite di b-boying/b-girling a ragazzi e ragazze di qualsiasi età dando un esempio positivo nella comunità. Sapevo che sarebbe stata un’esperienza unica ma non ne avevo capito l’enorme portata emotiva (sono cose che tengo per me, chi mi conosce sa che sono riservato) =) Ho imparato molto dalle varie esperienze che ho fatto in Uganda, cose importanti che porterò con me, ho addirittura vinto una battle di B-boying a Mulago (secondo me immeritatamente) ma che mi ha insegnato altre cose riguardo al chyper e all’attitudine.

Battle al G.D.P.U.
Posso dire di aver visto e vissuto il vero spirito della cultura hiphop. Non mi è mai apparso così chiaro ed evidente come l’hiphop possa nascere dal nulla senza bisogno di alcun mezzo economico o pratico. La scena ugandese è l’esempio vivente di come l’hiphop sia una filosofia e un modo di vivere prima che un’insieme di elementi. In Uganda l’hiphop si sta espandendo rapidamente, in particolare il b-boying, il poppin, il locking, l’mcing e il beatboxing, (dato che non richiedono risorse economiche).
Tranne qualche eccezione come Abramz Tekya (che è uno dei pionieri dell’hiphop in Uganda nonché il fondatore del progetto BPU-Breakdance Project Uganda), in generale i ragazzi del posto non conoscono la filosofia della cultura e nemmeno l’Universal Zulu Nation, nonostante ciò ho riscontrato la stessa filosofia e gli stessi valori già presenti e ben radicati nella cultura di queste splendide persone.

Whorkshops alla scuola
 Quello che abbiamo cercato di fare è stato condividere la nostra conoscenza tramite dei workshop di writing (disciplina ancora poco diffusa e poco conosciuta in Uganda) distribuendo anche fogli con concetti chiave e spiegando la storia e la filosofia della cultura hiphop, la storia e la filosofia dell’Universal Zulu Nation, la dichiarazione di pace dell’hiphop e tanti altri aspetti dei vari elementi. Anche grazie alla piccola colletta a cui hanno partecipato anche Christian Crosetta, Nicholas Geremia, Giovanni Zaccaria, Luca Moresco e l'associazione Korakanè abbiamo potuto lasciare ad Alex del materiale utile al suo progetto, libri sulla storia del writing, sul b-boying, DVD classici come “The freshest kids” e soprattutto una copia del “Gospel of hiphop” di KRS ONE.

Battle al G.D.P.U.
La partecipazione dei ragazzi è stata ottima, anche grazie all’aiuto di Alex che ha saputo coordinare il tutto e ci ha fatto sempre da guida. Posso dire che il nostro intento è riuscito e a me personalmente è rimasta un’esperienza unica che porterò sempre nel cuore grazie alle tante persone eccezionali che ho incontrato, ai nuovi bros che ho conosciuto, grazie alla fortissima energia positiva che ho condiviso nei chyper di beatboxing, di mcing, di B-boying e in particolare nel ghetto di Mulago dove era sempre coinvolta tutta la comunità che in assenza di musica partecipava battendo le mani a tempo e incitando i b-boys. (fanculo alle protezioni e alle maglie splendide! Hahaha!).
Dopo la battle di Mulago
Ricorderò sempre il modo spontaneo, vero e disinteressato con cui in Uganda utilizzano la cultura hiphop, dove è prima di tutto un mezzo per legare e fare amicizia con persone di diverse comunità, dove gli mc’s cantano dell’importanza di aiutarsi a vicenda nella comunità, dove i b-boys e i beatboxers creano posti di ritrovo anche nel nulla per dare lezioni gratuite ai ragazzi e ai bambini che trovano in queste attività un modo per costruirsi una nuova identità accrescendo la loro autostima e dove i leaders sono un vero esempio positivo per tutti, nell’hiphop come nella vita. Spero di riuscire a diffondere il più possibile questo concetto tramite quello che faccio. L’obiettivo della nostra crew è sempre stato esattamente lo stesso e questa esperienza in Uganda mi ha riconfermato che siamo sulla giusta strada. La cultura hiphop ha un potenziale educativo enorme, può davvero elevarci tutti e renderci persone migliori. Proviamoci davvero!.
                                                                                                                                       Peace, Oist mc


Mulago chyper
VETUS LA ROCK
L'esperienza in Uganda è stata senza dubbio una delle più belle della mia vita. Con altri due ragazzi della mia crew sono andato lì per collaborare con Alex Heskey, un ragazzo ugandese, il cui progetto consiste nel togliere i ragazzi dalle strade e portarli nel suo "centro", dove insegna loro attraverso il b.boying e la cultura HipHop ad utilizzare le energie per creare qualcosa di positivo. Con questo progetto, oltre ad avere una sua crew, ha creato una vera e propria famiglia.
Battle di Mulago
Il nostro obiettivo in Uganda è stato quello di portare un pò di conoscenza sull'hiphop, comprendendo l'approfondimento degli elementi, del messaggio, e altre nozioni sulla storia e sui pionieri; abbiamo parlato con molti ragazzi e fatto workshops di writing e b.boying.
Mi ha fatto piacere notare il loro interesse x i nostri discorsi e i nostri laboratori.

G.D.P.U.
B-boy Fic
Nonostante siano abili e portati per il b.boying, molti di loro praticano altre discipline come l'mcing e il beatboxing.
Oltre a dare però, abbiamo anche ricevuto molto: i ragazzi sono molto calorosi, socievoli e disponibili e sono rimasto stupefatto quando, parlando singolarmente con molti di loro, mi sono accorto che l'hiphop ce l'hanno già dentro e alcuni facevano discori con "mentalità zulu" pur non conoscendo neanche cos'è la Zulu Nation. È stato molto bello ed emozionante vivere queste esperienze e vedere la loro unità.
                                                                                                                                                                                       Vetus La Rock


Dopo aver visto personalmente la loro situazione e la loro mancanza di mezzi abbiamo deciso di raccogliere dei fondi per il GDPU tramite tutti i vari eventi che organizzeremo in futuro.

Vi mettiamo qui il link con tutte le foto della nostra esperienza.
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.286683044743539.68393.100002055388636&type=3


e anche i video :
PT.1

Pt.2 

martedì 10 aprile 2012

Memorie e testimonianze dalla vecchia scuola bassanese: Intervista a Whenk.

Di dove sei, la tua tag, la tua crew, in che anno hai cominciato e che età avevi?

Molti mi conoscono per ribe altri per TCO., UR e altre tag ancora ma ultimamente WHENK, sono nato a Bassano ma appena raggiunta la maggiore eta' ho girato l'Italia e un pò l'Europa (sono partirto presto quindi quello che segue non riguarda solo Bassano ma l'hip hop del tempo). La mia "carriera" da writer e' iniziata nel 1994 quando avevo 13 anni ma ho avuto uno stile mio a 16.

Che atmosfera si respirava ai tempi in cui hai iniziato, a livello sociale, politico e giovanile?
 

Come dicevano i Sangue Misto era "un clima di tensione negativo", non si respirava una
bella aria…. era un'epoca di scontri tra centri sociali e fascisti, e io come tanti altri ne siamo stati molto influenzati.

Perchè hai cominciato? Quali influenze ti hanno avvicinato alla tua disciplina?

Ho inziato vedendo pezzi e tag che c'erano a Bassano e ne ero molto affascinato non conoscendo nessuno provavo a far bozze tag e disegni da autodidatta poi ho avuto la fortuna di conoscere Lord K e tutta la 3PP (una crew formata da tantissimi membri e già molto bravi) che mi hanno indirizzato positivamente.

Come veniva percepito il Writing dalla gente esterna ad esso?

Non eravamo ben visti da nessuno, tante volte nemmeno dai nostri coetanei perche' ci consideravano solamente dei vandali. I problemi non arrivavano comunque solo dalla disciplina ma anche per come ci vestivamo che al tempo era ancora inconcepibile e la gente ci vedeva come bande credo.

Quando hai cominciato a praticare, la tua disciplina era associata a una cultura, a un movimento, o era un'arte autonoma?

Assolutamente no, Bassano era ancora giovane e non aveva subito le influenze delle altre
città' possiamo tranquillamente dire che il movimento e stato creato autonomamente da tutte
le crew che sono nate negli anni.

Chi praticava prima di te? Chi assieme a te? Quali erano i vostri luoghi di ritrovo?

Spero di ricordarmi tutto bene...le prime 3 grosse crew ovvero la Free Power Posse, la Mala Rassa e la Super Idiot (che era formata da skaters). Le prime due compagnie erano già' in contrasto tra loro per idee e stile. In seguito la 3PP (Free Power Posse) a causa di scazzi interni si divise, e i membri della 3power crearono 3 crew separate la INC la CLK e la LZK. A distanza di poco tempo io e alcuni miei coetanei per imitazione abbiamo creato delle piccole crew composte forse da 3/4 elementi per compagnia, ognuna di queste crew ancora non si conoscevano tra loro… ma Bassano essendo piccola e avendo gli stessi luoghi di ritrovo (Prato Santa Caterina, Monte Crocetta e Holliday) le nostre strade si incrociarono e demmo vita ad un'unica crew piu' seria la 7A (LA SETTA) composta inizialmente da 10 componenti tra cui Lord K ovvero uno dei primi ad aver appoggiato la cultura Hip Hop a Bassano. Nello stesso periodo si formarono anche la KSK (KOSKA) e la TRIADE. Visto che ci sono finisco dicendo; la 7A poi é diventata OF. Quindi per un pò c'erano queste quattro: OF, TRIADE, KOSKA, SUPER IDIOT, dopo é nata anche la VVF che é diventata AK (formata da tre elementi me compreso, l'AK è una crew nata dalla OF) poi diventammo successivamente AK (ANIMALI KORAZZATI) e si inserirono altre quattro persone, una crew di soli writer. Queste sono state per anni e anni le crew del Bassanese e stavano divise per salegiochi come punto di ritrovo. L'Holliday e il Game Sound e in scazzo tra l'oro. L'unica crew che non ho mai sentito che avevano scazzi con altri era la SI (Super Idiot). Dopo un pò la Mala Isa (ex Mala Razza) iniziò a girare con noi (OF, AK) mentre queste crew ancora esistevano io sono comunque andato via da Bassano e ho continuato altrove inserendomi in altre crew ma spingendo sempre anche AK. Non ho inserito la IB e la Team Hardcore (TH) perchè non ricordo in che periodo erano, penso siano state attive per un'anno e non sapevo dove posizionarle, la TH crew era di pochi elementi ma molto hardcore e violenta.

Avete mai cercato di contattare qualcuno al di fuori della vostra città?

Si, soprattutto i breaker che passavano le domeniche pomeriggio alle banche di padova dove ballavano con la storica crew EAD e anche i writer hanno avuto contatti con altri artisti potenti come l'LAH che più avanti trovavo al c.s.o. Pedro. Poi incontravamo altra gente nel vicentino perchè c'erano il Palladium e il Nord Est dove c'era musica h h e quindi gente del giro.

Hai avuto un maestro nella pratica o nella filosofia?

Per il primo periodo ero timido per via della mia eta' ma ho conosciuto writer bassanesi di grande spessore come Ash e altri che comunque mi incoraggiavano in cio' che facevo ma un writer deve imparare tutto da solo per trovare la propria strada quindi ricevevo solo qualche consiglio… invece per la filosofia mi son sempre appoggiato a Lord K anche se ero piccolo e certe cose ancora non le capivo.

Conoscevi le origini della tua disciplina? Sapevi che era parte della cultura Hip Hop? Era difficile trovare informazioni a riguardo? Cosa pensi dell'era di internet dove trovare informazioni è più immediato? Pensi sia più facile trovare informazioni corrette o sbagliate?

Le uniche informazioni arrivavano dalle poche fanzine e dai "vecchi" che ci indirizzavano nelle varie discipline, altri mezzi non esistevano… era un passa parola…. anche la musica ci dava delle nozioni, non ne passavano in radio e tanto meno alla tele quindi le poche cassette che ascoltavo le avevo dagli amici ed era quasi sempre hip hop hardcore (Sangue Misto, Lou x, Kaos One, Colle Der Fomento ecc… ora è tutto molto piu' facile… con internet le informazioni arrivano piu' velocemente e in modo piu' vario, non posso dire se e' un bene o un male pero' questo ha dato modo a molti altri giovani di conoscere questa meravigliosa musica e cultura ma allo stesso tempo si è commercializzata.

Eravate in contatto con chi praticava le altre discipline dell'Hip Hop?

(vedi sopra)

Conoscevi la filosofia della cultura Hip Hop? Conoscevi la Zulu Nation? Se si, come ne sei
venuto a conoscenza? Era una conoscenza diffusa?


La Zulu Nation una volta veniva percepita in modo completamente sbagliato e distaccato...Io sono cresciuto con altri valori e cioè con l'HIP HOP HARDCORE che sono molto diversi da quelli della ZULU NATION tranne certi obbiettivi che sono comuni, ricordo che l'Hip Hop in Italia era diverso da altre realtà (nei primi anni si spingeva praticamente solo hardcore e questo per molti anni) visto che si è sviluppato ed è cresciuto nella strada e nei C.S.O., insomma, in una dimensione UNDERGROUND. La politica si è da subito amalgamata, infatti all'inizio si formarono molte POSSE (gruppi/milizie come dice anche wikipedia). Nei primi anni pochi parlavano in realtà della Zulu Nation e ripensandoci ora molti dicevano delle grosse cazzate. Non esisteva internet per informarsi, anzi, c'era internet ma nessuno delle persone comuni ne aveva accesso. Ora con internet tutti sanno cos'è la Zulu Nation anche chi non centra niente con l'Hip Hop soprattutto nella nostra zona dove è molto seguita. Insomma, c'era molta ignoranza. Questa ignoranza, viene nascosta da molta gente che praticava nei 90, diciamo pure per vergogna, ma da come la vedo io non c'è motivo di vergognarsi visto gli scarsi mezzi e la distanza da dove veniva seguita e praticata. Insomma, a quei tempi non c'erano persone che praticavano questa filosofia di vita a Bassano ma neanche in Italia o forse non ho mai incrociato nessuno nei miei vari spostamenti. Col passare degli anni, diciamo già da quando se ne sapeva di più, c'è stata una jam a venezia nel 95 sulla Zulu e ricordo che i Sangue Misto hanno fatto anche dei discorsi, pensandoci ora credo che nelle grandi città c'erano persone che ne sapevano ma nei dintorni credo che ne sapeva solo Lord K e gli altri sparavano cazzate da quello che ricordo. Dopo pochi anni è nata la ROM-ZU (conoscerete sicuramente i Colle der Fomento. Loro e altri MC romani si sono legati, infatti avrete sentito varie volte nei testi dire ROM-ZU) i quali hanno preso dei valori belli di base della Zulu Nation vedendoli in modo Hardcore. Grazie alla musica e alle fanzine (che erano i mezzi di comunicazione del passato, i soli che davano nozioni precise sull'Hip Hop), vari rapper hanno iniziato a informarsi e seguire la Zulu e ho visto che sono state fatte e si fanno ancora oggi, belle iniziative. Credo sia giusto che ci sia anche quella faccia della medaglia ma io la vivo rispecchiandomi dall'altro lato. Insomma diciamo che io pratico l'Hardcore nella mia disciplina e chiaramente anche nella vita e la vedo come la migliore delle vie da scegliere dell'Hip Hop. La Zulu Nation e l'Hardcore sono due mondi diversi ma credo servano e siano importanti entrambi perchè dove non si arriva nel modo tranquillo ci si deve incazzare. Ci sono dei problemi grossi in Italia ed è giusto anche riportarli (l'Hip Hop secondo me è il più completo e il miglior modo di comunicazione attraverso le sue 4 discipline!) con la stessa rabbia che ci hanno e ci stanno ignettando. Non capisco pertanto perchè in questa intervista non ci sono domande sull'Hardcore chè è l'origine dell'Hip Hop italiano, se vogliamo parlare e fare chiarezza degli anni 90. Io ho inserito queste cose per spiegare com'era nel passato (il 98% delle persone spingevano hardcore e il resto venivano quasi visti come eretici e non dico quelli che credevano alle poche nozioni sentite sulla Zulu Nation ma tipo a gruppi come gli articolo 31, i Sottotono ecc...). potevo dire molto altro ma ho riportato il più possibile nel più e comunque credo servirebbe anche un'intervista a parte sulle 2 filosofie.

Come veniva percepita la filosofia della Zulu Nation dalle persone all'interno del movimento Hip Hop? E tu personalmente?


(vedi sopra)

Tornando alla tua disciplina, cosa si praticava nella Writing in quegli anni?

Si facevano prettamente disegni illegali, quindi bombing, tag e throw up e si cercava con moltissime difficolta' dovute ai pregiudizi di trovare muri legali (Hall of Fame) per creare un proprio stile e legarlo con gli altri componenti della crew. Spesso si passavano pomeriggi interi assieme a disegnare su carta (soprattutto al C.S.O. Stella Rossa) cercando di legare bene i nostri stili, incastrare i disegni per poi riprodurli nelle Hall of Fame. Qualcuna di queste ancora c'è a Bassano, anzi, ci sono quasi solo quelle e ricordo le difficoltà assurde per averle anche per il modo in cui ci giudicavano le persone.

Esisteva una gerarchia tra di voi? Su che cosa era basata? Come veniva percepita?

Le crew non avevano una gerarchia… tutti erano uguali ma inevitabilmente come accade in ogni compagnia spiccavano i personaggi carismatici che legavano le persone fra loro e creavano quel senso di famiglia che nella propria casa spesso non si trovava.

Che tipo di rivalità c'era tra di voi e tra le varie crew?

Non esisteva rivalita' all'interno della propria crew ma tra le crew rivali era guerra aperta! Le sfide erano all'ordine del giorno. Questo e' stato un bene perche' la sfida continua ha portato ad una evoluzione nelle varie discipline e un accrescimento personale nello stile.

Quali sono stati nella tua zona i personaggi chiave per lo sviluppo della tua disciplina e della cultura in generale?

I personaggi chiave per me sono stati ASH per il writing e Lord K per la cultura.

Come si tramandava la tua disciplina e la cultura?

Decisamente il più delle informazioni si trovavano nelle fanzine e nalla musica ma anche verbalmente… spesso ci si trovava in un cerchio con i propri "fratelli" e si discuteva di tutto cio' che riguardava la crew e l'Hip Hop in generale, questo si faceva sempre in modo molto serio… oggi purtroppo questo non succede piu' e a parer mio e' una grave perdita.

Fai ancora parte di questa cultura? Cos'è cambiato in questi anni nella scena? Cosa è andato perso? E cosa si è creato di nuovo?

Si. Anche se la vedo in maniera diversa visto che ormai ho 30 anni, ovvero frequento le jam anche se non disegno legalmente, ascolto la musica parlo della cultura per come la vedo io e cerco di portare le mie esperienze se puo' tornare d'aiuto a qualcuno… con l'avvento di internet le cose sono molto cambiate ormai c'è proprio di tutto, per certe cose provo ribrezzo come il vendersi e il commercializzare la musica tanto da non sembrare quasi piu' Hip Hop o la perdita dei valori nel writing. Ormai la maggior parte dei writers non sanno nemmeno perche' lo fanno o meglio lo fanno per moda o per farsi belli davanti agli amici. Sono andati persi i valori che i vecchi tramandavano, l'autenticita', il rispetto e la foga che oggi non c'è quasi piu'. Cosa si e' creato di nuovo?… onestamente non mi sembra ci sia nulla di nuovo se non il peggiorare le cose.

Secondo te c'è stato un modo sbagliato di tramandarla? E se si, tornando indietro cosa cambieresti?

Si, probabilmente troppo nonnismo nel tempo ha fatto si che "i molti" perdessero l'entusiasmo e la voglia di partecipare a questa grande cultura, faccio un esempio così posso spiegarmi meglio...chi cominciava veniva trattato come un toy e messo in difficoltà e cose del genere, soprattutto se non si aveva una crew e questo portava le persone a mollare.

Non pensi che la meritocrazia e la rigidità di una volta fossero un metodo di selezione dei praticanti e anche un modo per salvaguardare le regole?

Si, certamente … come dicevo nella risposta precedente il nonnismo faceva si che solo i meritevoli continuassero ma questo a fatto morire nel giro di 10 anni un movimento che cresceva in modo esponenziale, anche se è vero che pochi lo facevano solo per gioco.

C'erano degli eventi? Com'erano le jam in quegl'anni? Come vedi le jam di oggi?

Inizialmente c'erano poche jam e distanti quindi non avendo mezzi e pochi soldi le difficolta' per raggiungerle erano enormi. Ricordo invece il Kiwi (discoteca di Mussolente) dove ogni domenica si sfidavano le crew in quasi tutte le discipline altre 2 discoteche a Vicenza avevano le stanzette Hip Hop ed erano il NORD EST e il PALLADIUM, dopo come avevo detto sopra il C.S.O. Stella Rossa dove le domeniche pomeriggio erano HIP HOP. Ancora oggi partecipo alle jam e le vedo in modo positivo visto che e comunque e' un modo per confrontarsi, conoscersi e divertirsi.

La tua disciplina era anche vista come un possibile mezzo per guadagnare dei soldi o era semplicemente una passione?

Quando ho iniziato io non c'era tutto sto business del writing… al massimo ci si faceva pagare gli spray e se avanzavano potevano tenerli, ora invece spesso e volentieri lo fanno per soldi e secondo me quest'arte non si deve vendere.

Cosa ti piace della tua disciplina? Quali sensazioni ti dà? Qual è la cosa che ti ha dato più soddisfazione? Qual è stata la più grande delusione?

Della mia disciplina amo il rischio e l'adrenalina (che non si puo' comprare, nè ereditare, nè trovare in una Hall of Fame, nè in tanti altri modi) e le uso come sfogo personale, mi regala molte emozioni tanto che per me e' importantissimo scegliere un posto hardcore e le persone con le quali dipingo. La mia soddisfazione più grande fino a poco fà era rivedere una metro con un mio pezzo bello grande, ma poi si è aggiunto nel 2011 il "regalo" che Delayzaba insieme a dj Sottobosco e Vendetta mi hanno fatto, una canzone che parla di me e di writing, che potrete trovare anche su youtube http://www.youtube.com/watch?v=uHR3bBv4tig. Queste due cose sono differenti ma potenti e non posso preferire nè l'una nè l'altra, invece la mia piu' grande delusione è rivedere delle persone che hanno dipinto e condiviso parte di questo percorso con me che ti illudono di poter fare ancora qualcosa insieme mentre rinnegano o sputano nel piatto dove hanno mangiato.

Secondo te che immagine danno i media di questa cultura?

I media hanno sempre sputtanato o commercializzato questa cultura… e' una cosa che a me personalmente fa incazzare da morire, se la gente si informasse realmente e capisse, probabilmente si tornerebbe a parlare di questo movimento che ormai sta scomparendo per lasciar posto alle classifiche e ai soldi.

Sei conscio di aver contribuito a fare la storia del movimento nella tua zona?

Non sono io a doverlo dire.

Oggi riconosci i valori dell'Hip Hop di una volta e ti senti rappresentato da qualcuno di nuovo? Chi è?/Chi sono?

Gran parte sono andati persi ma grazie a pochi come i MISTURA MORTALE , THE CRONIC VANDAL, CACOTOPIA, 2PHE, le persone che fanno break in trinità e in altri posti, la ISNT e altri che vivono le proprie discipline riportandone i valori nella quotidianità, grazie a tutti questi penso proprio che l'Hip Hop si possa ancora salvare.

In quegli anni quando praticavi la tua disciplina volevi anche far passare un messaggio?

Certo, tuttora… anzi penso sia una delle cose piu' importanti.

Cosa ti è rimasto dalla tua esperienza nella cultura Hip Hop?

Gli amici che mi ostino a chiamare fratelli, e una gran voglia di devastare. Nonostante non disegno più su carta (e non è un bene) improvviso sulle varie superfici e faccio cose diverse a seconda dell'umore, dello spazio, dal posto dove disegno e altro...

Cosa pensi che manchi oggi nel Writing? E cosa pensi ci sia in più rispetto ad una volta?

Tutti possono diventare artisti magari anche molto bravi ma questo non vuol dire essere dei writers, i writers hanno dei valori che si rispecchiano nella vita quotidiana e vedere questo è sempre più raro. Molti curano lo stile e basta ma secondo me è una delle ultime cose su cui concentrarsi anche se capisco che a volte si pensa solo a quello. Credo che oggi tutti possano diventare writer ma manchera' sempre quella fratellanza che trovavi solo nelle crew di una volta (a parte qualche sporadico caso). Rispetto a una volta ci sono molte piu' possibilita' di informarsi e studiare la disciplina grazie ad internet e altri mezzi che negli anni 90 non esistevano o non erano alla portata di tutti. è comunque vero che i siti non t'insegnano i valori di un writer secondo me.

Che consiglio daresti a qualcuno che oggi si aproccia alla cultura Hip Hop?
 

Di viverla il più hardcore possibile, di pensare con la propria testa e non con quella dell'h h da mtv e di merdate varie.

E a qualcuno che si aproccia al Writing?

A chi si aproccia invece al Writing consiglio sempre di viverla in modo hardcore di elaborare vari stili e se possibile trovare il proprio/i, la costanza la passione e il rispetto per lo stile e per le altre crew o dei singoli che praticano la propria e le altre discipline. Come dicevo sopra anche di vivere la vita da writer e non limitare questo solo quando si è davanti ad un muro perchè quello non basta per dimostrare di esserlo. Uno può fare pezzi bellissimi ed essere un artista ma non un writer.

Cosa ne pensi del nostro progetto?

UNA FIGATA… è anche grazie a gente come voi se riesco a sperare che questa cultura non scompaia!!! Un gran lavoro!!! Vi ringrazio dello spazio che mi avete concesso e spero che in futuro altre persone "AUTENTICHE" possano dare il loro contributo come ho cercato di fare io con queste poche righe per raccontare quasi 18 anni di attivita'! Con la speranza che le varie testimonianze possano far capire come erano le cose e speriamo che qualcuno ne tragga il meglio.

Hai qualcuno da ringraziare?

Anzitutto ringrazio nuovamente la 2PHE (vedi sopra) e tutte le mie crew: (2M, TCV, AK, F'SE, IST ANT CREW, ODK, 7A, OF, MVH, GCK) poi ringrazio Lord K e Ash che mi hanno aiutato a crescere, Poison, Margot, Skass-one, Stik, Spone (bolognese che ha messo i nostri pezzi su getting up anche se non capisco come) la No Deaners, Milk, Sika (e tutte le Felton che mi ha dato), Delayzaba, i Cacotopia, 21.9, il vecchio colorificio di pd che all'epoca aveva le Sparvar(!) e noi facevamo il 3x2.
Tutte le persone che mi son state vicino nel mio percorso da writer ma anche all'esterno di esso e le persone che mi hanno ospitato in tutti gli anni che ho vagabondato aiutandomi tantissimo compresi gli squat, i C.S.O. e il bozzombo che mi facevano sentire a casa mia non facendomi mancare nulla. Tutte le crew storiche che Bassano ha ospitato anche se magari ci sono stati scazzi in passato. Ringrazio in ultimo tutti i veri writers che spaccano in modo hardcore nonostante le 1000 difficoltà non guardando in faccia nessuno e che non si fanno mettere, ne mettono limiti. Compreso il Writing.

sabato 7 aprile 2012

Recensione del libro "R.I.P. NEW YORK SPRAYCAN MEMORIALS" Martha Cooper, Joseph Sciorra


Copertina del libro.

pezzo tratto dal libro.
Questo libro di Martha Cooper e Joseph Sciorra tratta un argomento specifico all'interno del writing, ovvero i pezzi e i ritratti fatti in memoria di ragazzi e di persone appartenenti e non alla cultura Hip Hop deceduti nelle strade di NYC. Purtroppo questo genere di pezzi ha iniziato ad essere molto comune nella città di New York, soprattutto in alcuni quartieri come il Bronx o Brooklyn, facendo sì che alcune persone iniziassero a documentare quest'arte, della quale alcuni writers hanno fatto un vero e proprio lavoro. New York Spraycan Memorials è davvero molto interessante, pone l'accento sulla violenza che invade le strade di NYC, permettendo a molti di noi di capire la grande differenza che c'è fra la nostra realtà e la realtà delle strade dove l'Hip Hop è nato. Altro fattore veramente importante che il libro mette in evidenza è come l'arte e gli elementi della cultura HipHop, in questo caso il writing, possano essere utilizzati in maniera concreta per combattere degli atteggiamenti negativi.
Inoltre ci mostra come sia possibile, attraverso le discipline di questa cultura, lanciare dei messaggi che possano aiutare le persone a riflettere su argomenti concreti e che toccano la nostra vita quotidiana come la droga e la violenza. Il libro è in inglese ma è molto veloce da leggere, ed oltre a spiegare la funzione dei memorials e la loro tradizione, racconta anche la storia di molti ragazzi scomparsi prematuramente e ai quali sono stati dedicati i pezzi che trovate al suo interno. Non possiamo quindi che ricordare tutti quei ragazzi appartenenti e non alla cultura che muoiono ogni giorno per la violenza e la droga che invade le strade del mondo, anche per questo motivo dobbiamo spingere la vera culutura HipHop e la vera conoscenza, Peace, Unity, Love and Having Fun.


Alcuni frasi tratte dal libro:

Over the next six years we witnessed the memorial wall tradition establish itself in the city in close relationship to the proliferation of handguns and the escalating violence. Time and time again, people we met in Manhattan, Brooklyn and the Bronx would cite a litany of murals scattered throughout their neighborhood and beyond for the staggering number of people killed in countless street skirmishes.


Pezzo tratto dal libro, riguardante il tema della droga.
The price of a memorial is calculated on a number of variables. Many artists, especially those knew the deceased, are content simply to create, and only ask to be reimbursed for the paint.


The memorial wall transforms personal grief into shared public sentiment by serving as a vehicle for community affiliation and potential empowerment. Covering the expenses for materials and artist's labor is often a collective endeavor, with neighborhood residents making contributions in memory of one of their own. The murals create new public spaces for community ceremony. Life is celebrated at the walls with parties marking anniversaries and birthdays. These centers of congregation become rallying points for candlelight processions and demonstrations held by community people who march through the streets in opposition to violence, drugs, or police brutality.


These neighborhood billboards are used to elicit critical examination of the root causes and solutions to the daily onslaught against inner-city youth.


The escalating arms race is attributable to the lucrative drug trade, which offers enterprising young men one of the seemingly few opportunities to beat chronic unemployment and systematic poverty. Teenage "posses" wage street battles with sophisticated firepower in efforts to control the competitive crack market, not unlike their Prohibition-era progenitors. Stray bullets catch innocent bystanders in crowed streets and crash through apartment windows, killing babies as they sleep. Easy money and guns confer respect, which in turn promotes a kiddie culture of escalating death and despair. Graffiti artists chronicle the senseless destruction of a generation of African American and Latino youth not only in memorial walls but also in vibrant murals depicting anti-drug messages and violent themes.


The walls are implicit critiques of the social inequities of hard-core poverty, pervasive racism, and official neglect.

Pezzo preso dal libro, dedicato a SHY 147




mercoledì 4 aprile 2012

Cos'è il Flavor? Poe One (Traduzione)

 
http://www.youtube.com/watch?v=6hU5auBfN6I

"My name is Edmundo Miguel Loayza Figueroa Junior the Third, allright, that's real, and in the dance world they call me Poe One (Poe=Peace on earth. One=Originality never ends.)

FLAVOR!

Flavor is the way you do something, is the way you react to sound ok? It's the way you portray yourself ..in public, ok? It's the way you portray yourself behind close doors, it's who you are, it defines you, that's flavor. Some people say style, but not. In all word it's Flavor It's the way you look, it's the way you talk, it's the way you lead, it's the way you move, alright? It's the way you listen, it's the way you see, it's absurd energy that you project, alright? There's a lot to flavor, it's spiritual, it's confidence,it's charisma, humbleness, heart, character.. so much, ya know what I'm sayin',to Flavor!
To that one word, Flavor alright? Think about it !"


Il mio nome è Edmundo Miguel Loayza Figueroa Junior the Third, davvero, e nel mondo della danza mi chiamano Poe One (Poe= Pace sulla terra. One= l'originalità non ha fine.)

FLAVOR!

Il falvor (ho preferito non tradurlo) è il modo in cui fai qualcosa, è il modo nel quale tu reagisci a un suono, ok? E' il modo in cui rappresenti te stesso, ... in pubblico, ok? E' il modo in cui rappresenti te stesso dietro le porte chiusa (di casa), è chi sei, ti definisce, questo è il flavor. Alcune persone lo definiscono stile ma non è cos'. In tutto il mondo il Flavor è il modo di mostrarti, il modo in cui parli, il modo in cui vivi, il modo in cui ti muovi ok? E' il modo in cui ascolti, il modo in cui guardi, è un'energia assurda che tu proietti, ok? C'è un sacco di flavor, e' una cosa spirituale, è una cosa confidenziale, è carisma, umiltà cuore, carattere... c'è ne così tanto, tu sai quello che intendo, per Flavor! Tutto in unica parola, Falvor ok? RIFLETTICI. 

Video dedicato a PoeOne
http://www.youtube.com/watch?v=F78PJU_YfQ8&feature=player_embedded