lunedì 23 aprile 2012

LA NOSTRA ESPERIENZA IN UGANDA PER IL GALAXY DANCE PROJECT UGANDA

 Flayer del progetto G.D.P.U. con Alex Askey davanti al pezzo di Smogone.

INTRODUZIONE     

Volevo prima di tutto ringraziare Alex Heskey, uno dei fondatori del progetto Galaxy Dance Project Uganda, il quale mi ha contattato tramite Facebook e mi ha dato la possibilità di conoscere questa bellissima iniziativa. Personalmente ne conoscevo già una simile chiamata Breakdance Project Uganda, per la quale avevo tradotto il flyer informativo, in maniera che potesse essere conosciuta e diffusa anche in Italia; B.P.U però aveva già un buon supporto dall'estero vista la partecipazione di personaggi come Crazy Legs e alla produzione di un documentario chiamato Bouncingcats (cosa che invece G.D.P.U. non aveva). Così dopo aver visto le foto e i video mi innamorai del progetto ed iniziai subito a lavorare per la sua diffusione, prima traducendo il loro programma e poi disegnando un pezzo per loro.
Pezzo di Smogone per G.D.P.U. in Italia
Dettaglio
Dopo questi lavori Alex mi chiese di partecipare concretamente al progetto andando direttamente a Kampala sia per fare uno o più workshop sul writing, sia soprattutto per cercare di trasmettere le nostre conoscenze riguardanti la storia, la filosofia e i valori della cultura HipHop. Questa condivisione diretta sarebbe stata particolarmente importante per loro, non solo per la conoscenza che avremmo potuto portare, ma anche per documentare il progetto e diffonderlo in Italia dopo averlo vissuto realmente (d'altra parte per noi sarebbe stata un'esperienza significativa da tutti i punti di vista).
Accettai subito: la proposta mi era stata fatta al momento giusto, questioni di destino, uno dei miei sogni si avverava; quindi dopo un pò di problemi di tempo e di soldi contattai i membri della mia crew per vedere chi poteva venire e fu così che ci organizzammo con Alex pronti a partire per il viaggio.

L'esperienza:
Città Mulago.
Arrivati in Uganda la grande differenza culturale si notava già, cosa che poi nei giorni è andata confermandosi.
Mi soffermo su alcune cose per farmi capire, ad esempio il fattore tempo: gli Ugandesi non ci danno troppo peso, vivono la loro vita senza guardare costantemente l'orologio, cosa che invece da noi è una costante. Da questo ne deriva una maggiore libertà, una maggiore flessibilità e più serenità, mentre noi siamo imprigionati nelle catene della routine quotidiana, della fretta e delle lancette. Le persone sono molto solari e mentalmente aperte, e dopo la sorpresa iniziale di vedere dei bianchi nel ghetto, tutti salutano e chiedono come stai, cosa che da noi è impensabile.
 Il senso di comunità è molto più forte, le persone cercano di aiutarsi fra loro, cercano sempre di dare anche se quello che hanno è poco, e questo è stato un grande insegnamento che porterò con me per il resto della vita, in netto contrasto con comportamenti egoistici e consumistici che abbiamo nella nostra società. Ci sarebbero da citare un sacco di altri atteggiamenti, comportamenti, dettagli e storie ma dovrei scrivere pagine intere dedicate solo a questo. Per quanto riguarda l'esperienza a livello HipHop, è quasi difficile da descrivere, ho vissuto delle emozioni talmente grandi da essere indescrivibili, non è facile trovare le parole giuste, posso solo dire che nei primi giorni sono arrivato più volte sulla soglia del pianto. Cito solo una frase che ha detto qualcuno di noi, non ricordo bene chi, ma rappresenta bene la situazione "se continua così mi scoppia il cuore".
Forse sono sensazioni normali quando ti trovi di fronte a certe situazioni, alla passione che ci mettono questi ragazzi in quello che fanno nonostante i grandi limiti che hanno a livello economico e di spazi (soprattutto a causa della grande mancanza di strumenti e posti per poter praticare). Penso che noi dovremmo imparare tantissimo da loro sotto questo punto di vista: molte volte ci lamentiamo per il floor o per le scarpe ecc.. diciamocelo senza problemi, siamo molto viziati!
Battle  al G.D.P.U B-boy Chiff.
Questi ragazzi ballano senza farsi problemi in situazioni che noi neanche immaginiamo, altra grande lezione che porterò con me. Ma tutto ciò è solo la conseguenza di una cosa: il vero spirito HipHop, la vera voglia di migliorarsi, di aiutarsi, di esprimere se stessi, di lasciare fuori i problemi durante quelle ore di pratica, di trovare un modo di vivere positivamente, quando invece molti di noi, purtroppo, prendono i loro elementi solo come degli sport o come hobby.

La diretta conseguenza, dovuta allo spirito che hanno e ci mettono nel vivere l'HipHop, è l'atmosfera che si vive quando sei là sul posto, che era ed è incredibile, c'è un energia positiva indescrivibile e tutto questo dà forza e ispirazione a palate; tutti provano tutto (b.boying, writing, beatbox, tatting, popping, mcing, solo il djing non è diffuso per questioni prettamente monetarie), tutti cercano di imparare e provano ad insegnare, tutti sono studenti e tutti sono insegnanti, abbiamo trovato qui il vero e più profondo significato di "Each one teach one". Il tutto come una vera famiglia. Non dico che da noi non ci siano delle situazioni simili, ma purtroppo sono molto rare mentre lì è la norma, e posso dire che in tutti i progetti che ho visitato, G.D.P.U., BPU, MULAGO, ho trovato e vissuto questa situazione. Dappertutto siamo stati accolti in maniera fantastica, ho imparato e ho insegnato, ho cercato di tramandare le mie esperienze e la mia conoscenza nonostante i miei limiti nell'inglese, ho ricevuto e ho dato, ho parlato e ho ascoltato, ho conosciuto un sacco di splendide persone, con molte delle quali siamo già diventati grandi amici, ma soprattutto ho vissuto dei momenti che saranno difficili da dimenticare.

Workshops al G.D.P.U.
Workshops alla scuola.
Workshops al G.D.P.U.
I workshops sono andati molto bene, sono davvero contento perché i ragazzi erano veramente attenti e volevano realmente conoscere e comprendere, spero di essere stato abbastanza chiaro e ringrazio chi nelle varie esperienze mi ha aiutato traducendo in Ugandese le spiegazioni, mi rimane solo il rammarico di non aver potuto dare e trasmettere tutta l'esperienza e la conoscenza che ho per via del mio inglese, quando loro mi hanno dato veramente tantissimo e personalmente mi hanno insegnato tanto. Abbiamo fatto 2 workshops di writing, il primo in una scuola durante l'ora d'arte ma purtroppo il tempo è stato limitato e non abbiamo avuto la possibilità di spiegare e di fare la lezione come avevamo programmato, così abbiamo cercato di riassumere i concetti più importanti nel tempo a disposizione.
Il secondo l'abbiamo fatto al Galaxy Dance Project Uganda: è andato benissimo, la lezione si è prolungata vista la grande attenzione dei ragazzi e si è conclusa con la dimostrazione, quindi mi sono messo a dipingere. A livello tecnico il risultato finale non è il massimo, per via del tempo limitato e per la mia poca esperienza con gli spray del posto. Infatti per la prima volta nella mia vita ho disegnato con degli spray non professionali e la differenza l'ho sentita. In realtà i colori erano belli, coprivano bene e anche i segni dei caps erano molto buoni, ma la pressione era veramente incredibile; così dopo alcune ore avevo il braccio stanchissimo e mi si era formata una vescica enorme sull'indice destro dovuta sempre alla forte pressione. Il tempo stringeva perchè il sole tramontava e non riuscivo più ad utilizzare l'indice, così ho usato il pollice e la maggior parte delle out le ho tirate così.

Pezzo per il workshops al G.D.P.U. Smogone.
Alla fine del pezzo avevo il braccio così finito che ho fatto fatica a scrivere le dediche, non riuscivo più a premere il cap nè con l'indice nè con il pollice e dovevo intercambiarli. Anche se il pezzo non è venuto pulito come altri, è sicuramente il pezzo con più soul che abbia mai fatto nella mia vita, ci ho messo tutta l'anima, la passione, l'amore, l'esperienza e le skills che avevo.
Tutto questo è stato una grande soddisfazione per me, soprattutto dopo i numerosi ringraziamenti e apprezzamenti che i ragazzi mi hanno fatto per la lezione e per il pezzo.
Ho avuto poi altre occasioni per parlare in generale della cultura HipHop, della filosofia e dei valori che stanno alla base di questa con persone anche al di fuori della cultura, durante alcune battle o giorni di semplice allenamento, per questo ringrazio i ragazzi dei vari progetti, che mi hanno dato questa opportunità.
Dopo aver riflettuto e visto parecchie situazioni, posso dire che la maggior parte dei ragazzi, se non tutti, anche se non hanno una conoscenza storica o didattica dei principi della cultura, hanno sicuramente il vero spirito, la giusta mentalità e il giusto approccio verso questa cultura, molto di più di noi che abbiamo la possibilità d'informarci a riguardo. Questo è sicuramente dipeso dalla loro cultura e dalla loro situazione sociale e politica. Diciamo che di base loro partono da zero e devono solo costruire mentre noi al contrario (soprattutto i più giovani) sin dalla nascita veniamo caricati di informazioni, che poi piano piano dobbiamo rimuovere per tornare alla base e ripartire per costruire.
Per questo sono sicuro che con l'aiuto di persone che possano portar loro la giusta conoscenza, la scena ugandese potrà diventare nel giro di poco tempo una delle più belle a cui si possa partecipare, sempre se lo spirito che li guida rimarrà lo stesso, ma io credo proprio che non ci saranno problemi di questo genere.

Alla fine del viaggio mi sono fatto queste promesse:

Il prossimo anno tornerò in Uganda e nel frattempo migliorerò il mio inglese e tutte le mie skills per poi condividerle con i ragazzi.

Ho promesso a me stesso che non mi sarei fatto più problemi riguardanti le condizioni del floor per rispetto di tutti i B.Boys e gli amici che ho incontrato durante questo viaggio.

Con la crew avvieremo più progetti per raccogliere fondi da mandare al G.D.P.U. per aiutarli con i materiali e le varie spese, visto che il progetto in futuro si amplierà considerevolmente e diventerà come una casa famiglia con aiuti a livello scolastico,formativo e anche medico, ma tutto questo sarà possibile solo se riusciremo ad aiutarli concretamente.
Smogone


OIST MC
Kawempe
La prospettiva per me era quella di aiutare Alex Heskey nel suo progetto, il GDPU (Galaxy dance project Uganda). Alex è un b-boy ugandese che ha deciso di creare un posto di ritrovo a Kawempe dove poter dare lezioni gratuite di b-boying/b-girling a ragazzi e ragazze di qualsiasi età dando un esempio positivo nella comunità. Sapevo che sarebbe stata un’esperienza unica ma non ne avevo capito l’enorme portata emotiva (sono cose che tengo per me, chi mi conosce sa che sono riservato) =) Ho imparato molto dalle varie esperienze che ho fatto in Uganda, cose importanti che porterò con me, ho addirittura vinto una battle di B-boying a Mulago (secondo me immeritatamente) ma che mi ha insegnato altre cose riguardo al chyper e all’attitudine.

Battle al G.D.P.U.
Posso dire di aver visto e vissuto il vero spirito della cultura hiphop. Non mi è mai apparso così chiaro ed evidente come l’hiphop possa nascere dal nulla senza bisogno di alcun mezzo economico o pratico. La scena ugandese è l’esempio vivente di come l’hiphop sia una filosofia e un modo di vivere prima che un’insieme di elementi. In Uganda l’hiphop si sta espandendo rapidamente, in particolare il b-boying, il poppin, il locking, l’mcing e il beatboxing, (dato che non richiedono risorse economiche).
Tranne qualche eccezione come Abramz Tekya (che è uno dei pionieri dell’hiphop in Uganda nonché il fondatore del progetto BPU-Breakdance Project Uganda), in generale i ragazzi del posto non conoscono la filosofia della cultura e nemmeno l’Universal Zulu Nation, nonostante ciò ho riscontrato la stessa filosofia e gli stessi valori già presenti e ben radicati nella cultura di queste splendide persone.

Whorkshops alla scuola
 Quello che abbiamo cercato di fare è stato condividere la nostra conoscenza tramite dei workshop di writing (disciplina ancora poco diffusa e poco conosciuta in Uganda) distribuendo anche fogli con concetti chiave e spiegando la storia e la filosofia della cultura hiphop, la storia e la filosofia dell’Universal Zulu Nation, la dichiarazione di pace dell’hiphop e tanti altri aspetti dei vari elementi. Anche grazie alla piccola colletta a cui hanno partecipato anche Christian Crosetta, Nicholas Geremia, Giovanni Zaccaria, Luca Moresco e l'associazione Korakanè abbiamo potuto lasciare ad Alex del materiale utile al suo progetto, libri sulla storia del writing, sul b-boying, DVD classici come “The freshest kids” e soprattutto una copia del “Gospel of hiphop” di KRS ONE.

Battle al G.D.P.U.
La partecipazione dei ragazzi è stata ottima, anche grazie all’aiuto di Alex che ha saputo coordinare il tutto e ci ha fatto sempre da guida. Posso dire che il nostro intento è riuscito e a me personalmente è rimasta un’esperienza unica che porterò sempre nel cuore grazie alle tante persone eccezionali che ho incontrato, ai nuovi bros che ho conosciuto, grazie alla fortissima energia positiva che ho condiviso nei chyper di beatboxing, di mcing, di B-boying e in particolare nel ghetto di Mulago dove era sempre coinvolta tutta la comunità che in assenza di musica partecipava battendo le mani a tempo e incitando i b-boys. (fanculo alle protezioni e alle maglie splendide! Hahaha!).
Dopo la battle di Mulago
Ricorderò sempre il modo spontaneo, vero e disinteressato con cui in Uganda utilizzano la cultura hiphop, dove è prima di tutto un mezzo per legare e fare amicizia con persone di diverse comunità, dove gli mc’s cantano dell’importanza di aiutarsi a vicenda nella comunità, dove i b-boys e i beatboxers creano posti di ritrovo anche nel nulla per dare lezioni gratuite ai ragazzi e ai bambini che trovano in queste attività un modo per costruirsi una nuova identità accrescendo la loro autostima e dove i leaders sono un vero esempio positivo per tutti, nell’hiphop come nella vita. Spero di riuscire a diffondere il più possibile questo concetto tramite quello che faccio. L’obiettivo della nostra crew è sempre stato esattamente lo stesso e questa esperienza in Uganda mi ha riconfermato che siamo sulla giusta strada. La cultura hiphop ha un potenziale educativo enorme, può davvero elevarci tutti e renderci persone migliori. Proviamoci davvero!.
                                                                                                                                       Peace, Oist mc


Mulago chyper
VETUS LA ROCK
L'esperienza in Uganda è stata senza dubbio una delle più belle della mia vita. Con altri due ragazzi della mia crew sono andato lì per collaborare con Alex Heskey, un ragazzo ugandese, il cui progetto consiste nel togliere i ragazzi dalle strade e portarli nel suo "centro", dove insegna loro attraverso il b.boying e la cultura HipHop ad utilizzare le energie per creare qualcosa di positivo. Con questo progetto, oltre ad avere una sua crew, ha creato una vera e propria famiglia.
Battle di Mulago
Il nostro obiettivo in Uganda è stato quello di portare un pò di conoscenza sull'hiphop, comprendendo l'approfondimento degli elementi, del messaggio, e altre nozioni sulla storia e sui pionieri; abbiamo parlato con molti ragazzi e fatto workshops di writing e b.boying.
Mi ha fatto piacere notare il loro interesse x i nostri discorsi e i nostri laboratori.

G.D.P.U.
B-boy Fic
Nonostante siano abili e portati per il b.boying, molti di loro praticano altre discipline come l'mcing e il beatboxing.
Oltre a dare però, abbiamo anche ricevuto molto: i ragazzi sono molto calorosi, socievoli e disponibili e sono rimasto stupefatto quando, parlando singolarmente con molti di loro, mi sono accorto che l'hiphop ce l'hanno già dentro e alcuni facevano discori con "mentalità zulu" pur non conoscendo neanche cos'è la Zulu Nation. È stato molto bello ed emozionante vivere queste esperienze e vedere la loro unità.
                                                                                                                                                                                       Vetus La Rock


Dopo aver visto personalmente la loro situazione e la loro mancanza di mezzi abbiamo deciso di raccogliere dei fondi per il GDPU tramite tutti i vari eventi che organizzeremo in futuro.

Vi mettiamo qui il link con tutte le foto della nostra esperienza.
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.286683044743539.68393.100002055388636&type=3


e anche i video :
PT.1

Pt.2 

martedì 10 aprile 2012

Memorie e testimonianze dalla vecchia scuola bassanese: Intervista a Whenk.

Di dove sei, la tua tag, la tua crew, in che anno hai cominciato e che età avevi?

Molti mi conoscono per ribe altri per TCO., UR e altre tag ancora ma ultimamente WHENK, sono nato a Bassano ma appena raggiunta la maggiore eta' ho girato l'Italia e un pò l'Europa (sono partirto presto quindi quello che segue non riguarda solo Bassano ma l'hip hop del tempo). La mia "carriera" da writer e' iniziata nel 1994 quando avevo 13 anni ma ho avuto uno stile mio a 16.

Che atmosfera si respirava ai tempi in cui hai iniziato, a livello sociale, politico e giovanile?
 

Come dicevano i Sangue Misto era "un clima di tensione negativo", non si respirava una
bella aria…. era un'epoca di scontri tra centri sociali e fascisti, e io come tanti altri ne siamo stati molto influenzati.

Perchè hai cominciato? Quali influenze ti hanno avvicinato alla tua disciplina?

Ho inziato vedendo pezzi e tag che c'erano a Bassano e ne ero molto affascinato non conoscendo nessuno provavo a far bozze tag e disegni da autodidatta poi ho avuto la fortuna di conoscere Lord K e tutta la 3PP (una crew formata da tantissimi membri e già molto bravi) che mi hanno indirizzato positivamente.

Come veniva percepito il Writing dalla gente esterna ad esso?

Non eravamo ben visti da nessuno, tante volte nemmeno dai nostri coetanei perche' ci consideravano solamente dei vandali. I problemi non arrivavano comunque solo dalla disciplina ma anche per come ci vestivamo che al tempo era ancora inconcepibile e la gente ci vedeva come bande credo.

Quando hai cominciato a praticare, la tua disciplina era associata a una cultura, a un movimento, o era un'arte autonoma?

Assolutamente no, Bassano era ancora giovane e non aveva subito le influenze delle altre
città' possiamo tranquillamente dire che il movimento e stato creato autonomamente da tutte
le crew che sono nate negli anni.

Chi praticava prima di te? Chi assieme a te? Quali erano i vostri luoghi di ritrovo?

Spero di ricordarmi tutto bene...le prime 3 grosse crew ovvero la Free Power Posse, la Mala Rassa e la Super Idiot (che era formata da skaters). Le prime due compagnie erano già' in contrasto tra loro per idee e stile. In seguito la 3PP (Free Power Posse) a causa di scazzi interni si divise, e i membri della 3power crearono 3 crew separate la INC la CLK e la LZK. A distanza di poco tempo io e alcuni miei coetanei per imitazione abbiamo creato delle piccole crew composte forse da 3/4 elementi per compagnia, ognuna di queste crew ancora non si conoscevano tra loro… ma Bassano essendo piccola e avendo gli stessi luoghi di ritrovo (Prato Santa Caterina, Monte Crocetta e Holliday) le nostre strade si incrociarono e demmo vita ad un'unica crew piu' seria la 7A (LA SETTA) composta inizialmente da 10 componenti tra cui Lord K ovvero uno dei primi ad aver appoggiato la cultura Hip Hop a Bassano. Nello stesso periodo si formarono anche la KSK (KOSKA) e la TRIADE. Visto che ci sono finisco dicendo; la 7A poi é diventata OF. Quindi per un pò c'erano queste quattro: OF, TRIADE, KOSKA, SUPER IDIOT, dopo é nata anche la VVF che é diventata AK (formata da tre elementi me compreso, l'AK è una crew nata dalla OF) poi diventammo successivamente AK (ANIMALI KORAZZATI) e si inserirono altre quattro persone, una crew di soli writer. Queste sono state per anni e anni le crew del Bassanese e stavano divise per salegiochi come punto di ritrovo. L'Holliday e il Game Sound e in scazzo tra l'oro. L'unica crew che non ho mai sentito che avevano scazzi con altri era la SI (Super Idiot). Dopo un pò la Mala Isa (ex Mala Razza) iniziò a girare con noi (OF, AK) mentre queste crew ancora esistevano io sono comunque andato via da Bassano e ho continuato altrove inserendomi in altre crew ma spingendo sempre anche AK. Non ho inserito la IB e la Team Hardcore (TH) perchè non ricordo in che periodo erano, penso siano state attive per un'anno e non sapevo dove posizionarle, la TH crew era di pochi elementi ma molto hardcore e violenta.

Avete mai cercato di contattare qualcuno al di fuori della vostra città?

Si, soprattutto i breaker che passavano le domeniche pomeriggio alle banche di padova dove ballavano con la storica crew EAD e anche i writer hanno avuto contatti con altri artisti potenti come l'LAH che più avanti trovavo al c.s.o. Pedro. Poi incontravamo altra gente nel vicentino perchè c'erano il Palladium e il Nord Est dove c'era musica h h e quindi gente del giro.

Hai avuto un maestro nella pratica o nella filosofia?

Per il primo periodo ero timido per via della mia eta' ma ho conosciuto writer bassanesi di grande spessore come Ash e altri che comunque mi incoraggiavano in cio' che facevo ma un writer deve imparare tutto da solo per trovare la propria strada quindi ricevevo solo qualche consiglio… invece per la filosofia mi son sempre appoggiato a Lord K anche se ero piccolo e certe cose ancora non le capivo.

Conoscevi le origini della tua disciplina? Sapevi che era parte della cultura Hip Hop? Era difficile trovare informazioni a riguardo? Cosa pensi dell'era di internet dove trovare informazioni è più immediato? Pensi sia più facile trovare informazioni corrette o sbagliate?

Le uniche informazioni arrivavano dalle poche fanzine e dai "vecchi" che ci indirizzavano nelle varie discipline, altri mezzi non esistevano… era un passa parola…. anche la musica ci dava delle nozioni, non ne passavano in radio e tanto meno alla tele quindi le poche cassette che ascoltavo le avevo dagli amici ed era quasi sempre hip hop hardcore (Sangue Misto, Lou x, Kaos One, Colle Der Fomento ecc… ora è tutto molto piu' facile… con internet le informazioni arrivano piu' velocemente e in modo piu' vario, non posso dire se e' un bene o un male pero' questo ha dato modo a molti altri giovani di conoscere questa meravigliosa musica e cultura ma allo stesso tempo si è commercializzata.

Eravate in contatto con chi praticava le altre discipline dell'Hip Hop?

(vedi sopra)

Conoscevi la filosofia della cultura Hip Hop? Conoscevi la Zulu Nation? Se si, come ne sei
venuto a conoscenza? Era una conoscenza diffusa?


La Zulu Nation una volta veniva percepita in modo completamente sbagliato e distaccato...Io sono cresciuto con altri valori e cioè con l'HIP HOP HARDCORE che sono molto diversi da quelli della ZULU NATION tranne certi obbiettivi che sono comuni, ricordo che l'Hip Hop in Italia era diverso da altre realtà (nei primi anni si spingeva praticamente solo hardcore e questo per molti anni) visto che si è sviluppato ed è cresciuto nella strada e nei C.S.O., insomma, in una dimensione UNDERGROUND. La politica si è da subito amalgamata, infatti all'inizio si formarono molte POSSE (gruppi/milizie come dice anche wikipedia). Nei primi anni pochi parlavano in realtà della Zulu Nation e ripensandoci ora molti dicevano delle grosse cazzate. Non esisteva internet per informarsi, anzi, c'era internet ma nessuno delle persone comuni ne aveva accesso. Ora con internet tutti sanno cos'è la Zulu Nation anche chi non centra niente con l'Hip Hop soprattutto nella nostra zona dove è molto seguita. Insomma, c'era molta ignoranza. Questa ignoranza, viene nascosta da molta gente che praticava nei 90, diciamo pure per vergogna, ma da come la vedo io non c'è motivo di vergognarsi visto gli scarsi mezzi e la distanza da dove veniva seguita e praticata. Insomma, a quei tempi non c'erano persone che praticavano questa filosofia di vita a Bassano ma neanche in Italia o forse non ho mai incrociato nessuno nei miei vari spostamenti. Col passare degli anni, diciamo già da quando se ne sapeva di più, c'è stata una jam a venezia nel 95 sulla Zulu e ricordo che i Sangue Misto hanno fatto anche dei discorsi, pensandoci ora credo che nelle grandi città c'erano persone che ne sapevano ma nei dintorni credo che ne sapeva solo Lord K e gli altri sparavano cazzate da quello che ricordo. Dopo pochi anni è nata la ROM-ZU (conoscerete sicuramente i Colle der Fomento. Loro e altri MC romani si sono legati, infatti avrete sentito varie volte nei testi dire ROM-ZU) i quali hanno preso dei valori belli di base della Zulu Nation vedendoli in modo Hardcore. Grazie alla musica e alle fanzine (che erano i mezzi di comunicazione del passato, i soli che davano nozioni precise sull'Hip Hop), vari rapper hanno iniziato a informarsi e seguire la Zulu e ho visto che sono state fatte e si fanno ancora oggi, belle iniziative. Credo sia giusto che ci sia anche quella faccia della medaglia ma io la vivo rispecchiandomi dall'altro lato. Insomma diciamo che io pratico l'Hardcore nella mia disciplina e chiaramente anche nella vita e la vedo come la migliore delle vie da scegliere dell'Hip Hop. La Zulu Nation e l'Hardcore sono due mondi diversi ma credo servano e siano importanti entrambi perchè dove non si arriva nel modo tranquillo ci si deve incazzare. Ci sono dei problemi grossi in Italia ed è giusto anche riportarli (l'Hip Hop secondo me è il più completo e il miglior modo di comunicazione attraverso le sue 4 discipline!) con la stessa rabbia che ci hanno e ci stanno ignettando. Non capisco pertanto perchè in questa intervista non ci sono domande sull'Hardcore chè è l'origine dell'Hip Hop italiano, se vogliamo parlare e fare chiarezza degli anni 90. Io ho inserito queste cose per spiegare com'era nel passato (il 98% delle persone spingevano hardcore e il resto venivano quasi visti come eretici e non dico quelli che credevano alle poche nozioni sentite sulla Zulu Nation ma tipo a gruppi come gli articolo 31, i Sottotono ecc...). potevo dire molto altro ma ho riportato il più possibile nel più e comunque credo servirebbe anche un'intervista a parte sulle 2 filosofie.

Come veniva percepita la filosofia della Zulu Nation dalle persone all'interno del movimento Hip Hop? E tu personalmente?


(vedi sopra)

Tornando alla tua disciplina, cosa si praticava nella Writing in quegli anni?

Si facevano prettamente disegni illegali, quindi bombing, tag e throw up e si cercava con moltissime difficolta' dovute ai pregiudizi di trovare muri legali (Hall of Fame) per creare un proprio stile e legarlo con gli altri componenti della crew. Spesso si passavano pomeriggi interi assieme a disegnare su carta (soprattutto al C.S.O. Stella Rossa) cercando di legare bene i nostri stili, incastrare i disegni per poi riprodurli nelle Hall of Fame. Qualcuna di queste ancora c'è a Bassano, anzi, ci sono quasi solo quelle e ricordo le difficoltà assurde per averle anche per il modo in cui ci giudicavano le persone.

Esisteva una gerarchia tra di voi? Su che cosa era basata? Come veniva percepita?

Le crew non avevano una gerarchia… tutti erano uguali ma inevitabilmente come accade in ogni compagnia spiccavano i personaggi carismatici che legavano le persone fra loro e creavano quel senso di famiglia che nella propria casa spesso non si trovava.

Che tipo di rivalità c'era tra di voi e tra le varie crew?

Non esisteva rivalita' all'interno della propria crew ma tra le crew rivali era guerra aperta! Le sfide erano all'ordine del giorno. Questo e' stato un bene perche' la sfida continua ha portato ad una evoluzione nelle varie discipline e un accrescimento personale nello stile.

Quali sono stati nella tua zona i personaggi chiave per lo sviluppo della tua disciplina e della cultura in generale?

I personaggi chiave per me sono stati ASH per il writing e Lord K per la cultura.

Come si tramandava la tua disciplina e la cultura?

Decisamente il più delle informazioni si trovavano nelle fanzine e nalla musica ma anche verbalmente… spesso ci si trovava in un cerchio con i propri "fratelli" e si discuteva di tutto cio' che riguardava la crew e l'Hip Hop in generale, questo si faceva sempre in modo molto serio… oggi purtroppo questo non succede piu' e a parer mio e' una grave perdita.

Fai ancora parte di questa cultura? Cos'è cambiato in questi anni nella scena? Cosa è andato perso? E cosa si è creato di nuovo?

Si. Anche se la vedo in maniera diversa visto che ormai ho 30 anni, ovvero frequento le jam anche se non disegno legalmente, ascolto la musica parlo della cultura per come la vedo io e cerco di portare le mie esperienze se puo' tornare d'aiuto a qualcuno… con l'avvento di internet le cose sono molto cambiate ormai c'è proprio di tutto, per certe cose provo ribrezzo come il vendersi e il commercializzare la musica tanto da non sembrare quasi piu' Hip Hop o la perdita dei valori nel writing. Ormai la maggior parte dei writers non sanno nemmeno perche' lo fanno o meglio lo fanno per moda o per farsi belli davanti agli amici. Sono andati persi i valori che i vecchi tramandavano, l'autenticita', il rispetto e la foga che oggi non c'è quasi piu'. Cosa si e' creato di nuovo?… onestamente non mi sembra ci sia nulla di nuovo se non il peggiorare le cose.

Secondo te c'è stato un modo sbagliato di tramandarla? E se si, tornando indietro cosa cambieresti?

Si, probabilmente troppo nonnismo nel tempo ha fatto si che "i molti" perdessero l'entusiasmo e la voglia di partecipare a questa grande cultura, faccio un esempio così posso spiegarmi meglio...chi cominciava veniva trattato come un toy e messo in difficoltà e cose del genere, soprattutto se non si aveva una crew e questo portava le persone a mollare.

Non pensi che la meritocrazia e la rigidità di una volta fossero un metodo di selezione dei praticanti e anche un modo per salvaguardare le regole?

Si, certamente … come dicevo nella risposta precedente il nonnismo faceva si che solo i meritevoli continuassero ma questo a fatto morire nel giro di 10 anni un movimento che cresceva in modo esponenziale, anche se è vero che pochi lo facevano solo per gioco.

C'erano degli eventi? Com'erano le jam in quegl'anni? Come vedi le jam di oggi?

Inizialmente c'erano poche jam e distanti quindi non avendo mezzi e pochi soldi le difficolta' per raggiungerle erano enormi. Ricordo invece il Kiwi (discoteca di Mussolente) dove ogni domenica si sfidavano le crew in quasi tutte le discipline altre 2 discoteche a Vicenza avevano le stanzette Hip Hop ed erano il NORD EST e il PALLADIUM, dopo come avevo detto sopra il C.S.O. Stella Rossa dove le domeniche pomeriggio erano HIP HOP. Ancora oggi partecipo alle jam e le vedo in modo positivo visto che e comunque e' un modo per confrontarsi, conoscersi e divertirsi.

La tua disciplina era anche vista come un possibile mezzo per guadagnare dei soldi o era semplicemente una passione?

Quando ho iniziato io non c'era tutto sto business del writing… al massimo ci si faceva pagare gli spray e se avanzavano potevano tenerli, ora invece spesso e volentieri lo fanno per soldi e secondo me quest'arte non si deve vendere.

Cosa ti piace della tua disciplina? Quali sensazioni ti dà? Qual è la cosa che ti ha dato più soddisfazione? Qual è stata la più grande delusione?

Della mia disciplina amo il rischio e l'adrenalina (che non si puo' comprare, nè ereditare, nè trovare in una Hall of Fame, nè in tanti altri modi) e le uso come sfogo personale, mi regala molte emozioni tanto che per me e' importantissimo scegliere un posto hardcore e le persone con le quali dipingo. La mia soddisfazione più grande fino a poco fà era rivedere una metro con un mio pezzo bello grande, ma poi si è aggiunto nel 2011 il "regalo" che Delayzaba insieme a dj Sottobosco e Vendetta mi hanno fatto, una canzone che parla di me e di writing, che potrete trovare anche su youtube http://www.youtube.com/watch?v=uHR3bBv4tig. Queste due cose sono differenti ma potenti e non posso preferire nè l'una nè l'altra, invece la mia piu' grande delusione è rivedere delle persone che hanno dipinto e condiviso parte di questo percorso con me che ti illudono di poter fare ancora qualcosa insieme mentre rinnegano o sputano nel piatto dove hanno mangiato.

Secondo te che immagine danno i media di questa cultura?

I media hanno sempre sputtanato o commercializzato questa cultura… e' una cosa che a me personalmente fa incazzare da morire, se la gente si informasse realmente e capisse, probabilmente si tornerebbe a parlare di questo movimento che ormai sta scomparendo per lasciar posto alle classifiche e ai soldi.

Sei conscio di aver contribuito a fare la storia del movimento nella tua zona?

Non sono io a doverlo dire.

Oggi riconosci i valori dell'Hip Hop di una volta e ti senti rappresentato da qualcuno di nuovo? Chi è?/Chi sono?

Gran parte sono andati persi ma grazie a pochi come i MISTURA MORTALE , THE CRONIC VANDAL, CACOTOPIA, 2PHE, le persone che fanno break in trinità e in altri posti, la ISNT e altri che vivono le proprie discipline riportandone i valori nella quotidianità, grazie a tutti questi penso proprio che l'Hip Hop si possa ancora salvare.

In quegli anni quando praticavi la tua disciplina volevi anche far passare un messaggio?

Certo, tuttora… anzi penso sia una delle cose piu' importanti.

Cosa ti è rimasto dalla tua esperienza nella cultura Hip Hop?

Gli amici che mi ostino a chiamare fratelli, e una gran voglia di devastare. Nonostante non disegno più su carta (e non è un bene) improvviso sulle varie superfici e faccio cose diverse a seconda dell'umore, dello spazio, dal posto dove disegno e altro...

Cosa pensi che manchi oggi nel Writing? E cosa pensi ci sia in più rispetto ad una volta?

Tutti possono diventare artisti magari anche molto bravi ma questo non vuol dire essere dei writers, i writers hanno dei valori che si rispecchiano nella vita quotidiana e vedere questo è sempre più raro. Molti curano lo stile e basta ma secondo me è una delle ultime cose su cui concentrarsi anche se capisco che a volte si pensa solo a quello. Credo che oggi tutti possano diventare writer ma manchera' sempre quella fratellanza che trovavi solo nelle crew di una volta (a parte qualche sporadico caso). Rispetto a una volta ci sono molte piu' possibilita' di informarsi e studiare la disciplina grazie ad internet e altri mezzi che negli anni 90 non esistevano o non erano alla portata di tutti. è comunque vero che i siti non t'insegnano i valori di un writer secondo me.

Che consiglio daresti a qualcuno che oggi si aproccia alla cultura Hip Hop?
 

Di viverla il più hardcore possibile, di pensare con la propria testa e non con quella dell'h h da mtv e di merdate varie.

E a qualcuno che si aproccia al Writing?

A chi si aproccia invece al Writing consiglio sempre di viverla in modo hardcore di elaborare vari stili e se possibile trovare il proprio/i, la costanza la passione e il rispetto per lo stile e per le altre crew o dei singoli che praticano la propria e le altre discipline. Come dicevo sopra anche di vivere la vita da writer e non limitare questo solo quando si è davanti ad un muro perchè quello non basta per dimostrare di esserlo. Uno può fare pezzi bellissimi ed essere un artista ma non un writer.

Cosa ne pensi del nostro progetto?

UNA FIGATA… è anche grazie a gente come voi se riesco a sperare che questa cultura non scompaia!!! Un gran lavoro!!! Vi ringrazio dello spazio che mi avete concesso e spero che in futuro altre persone "AUTENTICHE" possano dare il loro contributo come ho cercato di fare io con queste poche righe per raccontare quasi 18 anni di attivita'! Con la speranza che le varie testimonianze possano far capire come erano le cose e speriamo che qualcuno ne tragga il meglio.

Hai qualcuno da ringraziare?

Anzitutto ringrazio nuovamente la 2PHE (vedi sopra) e tutte le mie crew: (2M, TCV, AK, F'SE, IST ANT CREW, ODK, 7A, OF, MVH, GCK) poi ringrazio Lord K e Ash che mi hanno aiutato a crescere, Poison, Margot, Skass-one, Stik, Spone (bolognese che ha messo i nostri pezzi su getting up anche se non capisco come) la No Deaners, Milk, Sika (e tutte le Felton che mi ha dato), Delayzaba, i Cacotopia, 21.9, il vecchio colorificio di pd che all'epoca aveva le Sparvar(!) e noi facevamo il 3x2.
Tutte le persone che mi son state vicino nel mio percorso da writer ma anche all'esterno di esso e le persone che mi hanno ospitato in tutti gli anni che ho vagabondato aiutandomi tantissimo compresi gli squat, i C.S.O. e il bozzombo che mi facevano sentire a casa mia non facendomi mancare nulla. Tutte le crew storiche che Bassano ha ospitato anche se magari ci sono stati scazzi in passato. Ringrazio in ultimo tutti i veri writers che spaccano in modo hardcore nonostante le 1000 difficoltà non guardando in faccia nessuno e che non si fanno mettere, ne mettono limiti. Compreso il Writing.

sabato 7 aprile 2012

Recensione del libro "R.I.P. NEW YORK SPRAYCAN MEMORIALS" Martha Cooper, Joseph Sciorra


Copertina del libro.

pezzo tratto dal libro.
Questo libro di Martha Cooper e Joseph Sciorra tratta un argomento specifico all'interno del writing, ovvero i pezzi e i ritratti fatti in memoria di ragazzi e di persone appartenenti e non alla cultura Hip Hop deceduti nelle strade di NYC. Purtroppo questo genere di pezzi ha iniziato ad essere molto comune nella città di New York, soprattutto in alcuni quartieri come il Bronx o Brooklyn, facendo sì che alcune persone iniziassero a documentare quest'arte, della quale alcuni writers hanno fatto un vero e proprio lavoro. New York Spraycan Memorials è davvero molto interessante, pone l'accento sulla violenza che invade le strade di NYC, permettendo a molti di noi di capire la grande differenza che c'è fra la nostra realtà e la realtà delle strade dove l'Hip Hop è nato. Altro fattore veramente importante che il libro mette in evidenza è come l'arte e gli elementi della cultura HipHop, in questo caso il writing, possano essere utilizzati in maniera concreta per combattere degli atteggiamenti negativi.
Inoltre ci mostra come sia possibile, attraverso le discipline di questa cultura, lanciare dei messaggi che possano aiutare le persone a riflettere su argomenti concreti e che toccano la nostra vita quotidiana come la droga e la violenza. Il libro è in inglese ma è molto veloce da leggere, ed oltre a spiegare la funzione dei memorials e la loro tradizione, racconta anche la storia di molti ragazzi scomparsi prematuramente e ai quali sono stati dedicati i pezzi che trovate al suo interno. Non possiamo quindi che ricordare tutti quei ragazzi appartenenti e non alla cultura che muoiono ogni giorno per la violenza e la droga che invade le strade del mondo, anche per questo motivo dobbiamo spingere la vera culutura HipHop e la vera conoscenza, Peace, Unity, Love and Having Fun.


Alcuni frasi tratte dal libro:

Over the next six years we witnessed the memorial wall tradition establish itself in the city in close relationship to the proliferation of handguns and the escalating violence. Time and time again, people we met in Manhattan, Brooklyn and the Bronx would cite a litany of murals scattered throughout their neighborhood and beyond for the staggering number of people killed in countless street skirmishes.


Pezzo tratto dal libro, riguardante il tema della droga.
The price of a memorial is calculated on a number of variables. Many artists, especially those knew the deceased, are content simply to create, and only ask to be reimbursed for the paint.


The memorial wall transforms personal grief into shared public sentiment by serving as a vehicle for community affiliation and potential empowerment. Covering the expenses for materials and artist's labor is often a collective endeavor, with neighborhood residents making contributions in memory of one of their own. The murals create new public spaces for community ceremony. Life is celebrated at the walls with parties marking anniversaries and birthdays. These centers of congregation become rallying points for candlelight processions and demonstrations held by community people who march through the streets in opposition to violence, drugs, or police brutality.


These neighborhood billboards are used to elicit critical examination of the root causes and solutions to the daily onslaught against inner-city youth.


The escalating arms race is attributable to the lucrative drug trade, which offers enterprising young men one of the seemingly few opportunities to beat chronic unemployment and systematic poverty. Teenage "posses" wage street battles with sophisticated firepower in efforts to control the competitive crack market, not unlike their Prohibition-era progenitors. Stray bullets catch innocent bystanders in crowed streets and crash through apartment windows, killing babies as they sleep. Easy money and guns confer respect, which in turn promotes a kiddie culture of escalating death and despair. Graffiti artists chronicle the senseless destruction of a generation of African American and Latino youth not only in memorial walls but also in vibrant murals depicting anti-drug messages and violent themes.


The walls are implicit critiques of the social inequities of hard-core poverty, pervasive racism, and official neglect.

Pezzo preso dal libro, dedicato a SHY 147




mercoledì 4 aprile 2012

Cos'è il Flavor? Poe One (Traduzione)

 
http://www.youtube.com/watch?v=6hU5auBfN6I

"My name is Edmundo Miguel Loayza Figueroa Junior the Third, allright, that's real, and in the dance world they call me Poe One (Poe=Peace on earth. One=Originality never ends.)

FLAVOR!

Flavor is the way you do something, is the way you react to sound ok? It's the way you portray yourself ..in public, ok? It's the way you portray yourself behind close doors, it's who you are, it defines you, that's flavor. Some people say style, but not. In all word it's Flavor It's the way you look, it's the way you talk, it's the way you lead, it's the way you move, alright? It's the way you listen, it's the way you see, it's absurd energy that you project, alright? There's a lot to flavor, it's spiritual, it's confidence,it's charisma, humbleness, heart, character.. so much, ya know what I'm sayin',to Flavor!
To that one word, Flavor alright? Think about it !"


Il mio nome è Edmundo Miguel Loayza Figueroa Junior the Third, davvero, e nel mondo della danza mi chiamano Poe One (Poe= Pace sulla terra. One= l'originalità non ha fine.)

FLAVOR!

Il falvor (ho preferito non tradurlo) è il modo in cui fai qualcosa, è il modo nel quale tu reagisci a un suono, ok? E' il modo in cui rappresenti te stesso, ... in pubblico, ok? E' il modo in cui rappresenti te stesso dietro le porte chiusa (di casa), è chi sei, ti definisce, questo è il flavor. Alcune persone lo definiscono stile ma non è cos'. In tutto il mondo il Flavor è il modo di mostrarti, il modo in cui parli, il modo in cui vivi, il modo in cui ti muovi ok? E' il modo in cui ascolti, il modo in cui guardi, è un'energia assurda che tu proietti, ok? C'è un sacco di flavor, e' una cosa spirituale, è una cosa confidenziale, è carisma, umiltà cuore, carattere... c'è ne così tanto, tu sai quello che intendo, per Flavor! Tutto in unica parola, Falvor ok? RIFLETTICI. 

Video dedicato a PoeOne
http://www.youtube.com/watch?v=F78PJU_YfQ8&feature=player_embedded 

lunedì 26 marzo 2012

RECENSIONE del libro "POST-HIP-HOP un nuovo linguaggio. con ogni media necessario. conquistando l'uguaglianza" di M.K. Asante, Jr.

Questo è un libro "da prendere un pò con le pinze", nel senso che una persona già navigata nell'Hip Hop e con un pò di anni di esperienza alle spalle può capirlo e trarne spunti positivi, ma che potrebbe invece confondere i più giovani ed inesperti su alcuni punti.  In questa recensione commenterò alcune cose con le quali non sono molto in sintonia ma logicamente è solo un opinione personale.
Per prima cosa evidenzio che post hip hop è scritto da un autore fortemente politicizzato e quindi in certe spiegazioni e punti di vista questo aspetto si fà sentire molto, quindi diciamo che non è molto obiettivo per certi aspetti, questo non è un male è solo un punto di vista legittimo che si può condividere o meno, però non è sicuramente un libro con il quale io consiglierei di iniziare e sottolineo INIZIARE a conoscere questa cultura.
Asante ha iniziato a scrivere questo libro dopo numerose esperienze personali avute parlando dell'Hip Hop con molti ragazzi degli Stati Uniti, sia come docente universitario che come persona qualunque. La riflessione che ne viene fuori è molto interessante perchè ci fa rendere conto della grande o piccolissima distanza che può esserci fra la nostra cultura e quella americana, sfatando tanti pregiudizi e luoghi comuni e dando in ogni caso una lucida e chiara idea di cosa pensano ragazzi come noi negli Stati Uniti dell'Hip Hop.
Lo scrittore parte da qui e cerca di tracciare una storia politico sociale di questa cultura con spunti veramente interessanti, finendo col cercare una soluzione politica e pratica per aiutare con l'Hip Hop la propria comunità. Tutto questo di cui parla Asante secondo me esiste già ed è L'Universal Zulu Nation, la quale con i suoi valori e progetti aiuta enormemente la comunità negli Stati Uniti e in tutto il mondo, non è un partito politico ma è sicuramente un'organizzazione che ha proprio gli obiettivi di educare, far maturare, far conoscere e comprendere la cultura Hip Hop ai giovani, in modo che possa essere utilizzata per scopi positivi e per aiutare a migliorare se stessi e la comunità. Quello che non capisco però è il perchè lo stesso Asante cita molto di rado l'Universal Zulu Nation pur conoscendola.
Nel libro sono presenti anche tematiche molto interessanti e spesso poco trattate come per esempio l'analisi e la denuncia del fatto che tutta l'industria del rap non è in mano alle persone che formano l'hip hop ma a dei dirigenti estranei alla cultura, oppure viene analizzato come su più campi della società americana sia ancora molto presente il razzismo, sia a livello di repressione sia qualche volta perfino a livello legislativo ed inoltre c'è una splendida parte che parla della necessità per degli studenti di studiare anche da un punto di vista indipendente e fuori dal sistema scolastico, in modo da essere sicuri di avere un'istruzione più obiettiva e completa.
Il libro finisce con un'intervista all'HipHop, che logicamente  è stato immedesimato da Asante in persona, già che una persona pensi di poter impersonificare una cultura immensa come l'HipHop è un pò difficile, comunque tralasciando questo, l'autore rispondendo a certe domande dando delle risposte un pò azzardate e poco obiettive che potrebbero essere facilmente travisate soprattutto quando si parla dei bianchi nella cultura HipHop.
Sempre nel dialogo con l'HipHop come potrete leggere poi qui sotto, ci sono delle spiegazioni dei vocaboli Hip e Hop che per esempio potete trovare anche sul Gospel of the Hip Hop di KRS One le quali sono diverse da queste. Con questo non sto dicendo che sono sbagliate queste o quelle ma voglio semplicemente dire che bisogna sempre fare le proprie ricerche e confrontare i risultati.
Nel complesso rimane un libro molto interessante con tantissimi spunti positivi e solamente alcune parti che potrebbero essere travisate, per questo consiglio la lettura di questo libro a chi ha già un pò di esperienza o dopo la lettura di altri libri che trattano specificamente la filosofia e la storia della cultura HipHop.

Qui trovate alcuni spezzoni tratti direttamente dal libro:

Nella sua patria, "l'hip-hop", dice Alton, "ha spinto la generazione di mio padre a migliorarsi, a ribellarsi, a fermare la violenza". Estrae una polaroid del padre che, nel 1980, otto anni prima che Alton nascesse, aveva fondato un gruppo rap: "Ma non è quello che succede oggi". La delusione di Alton è amplificata dalla crisi urbana che di recente si è presa la vita di suo cugino diciasettenne. "Sto nel mezzo di un funerale", sospira, snocciolando i nomi di alcuni giovani Neri anche ragazzini, che fanno parte delle 400 di vittime avvenute a Philadelphia nel 2007. "Ma vai ad accendere la radio e cosa senti? Senti: Ti ucciderò negro ti ucciderò negro", dice, cercando di scrollarsi di dosso l'insensatezza di quelle parole.

"Qualche volta vinci, o se vinci perdi, in realtà pareggi e a volte quando pareggi, in realtà vinci o perdi". dal monologo di Rosie perez in Chi non salta bianco è.

L'hip-hop, come l'ossigeno musicale Nero che l'ha preceduto - blues, gospel, jazz soul - non può essere esaminato senza il suo contesto, perchè gli artisti devono la loro stessa vita al contesto che li ha segnati alla nascita. Una discussione sul blues, quindi, senza una dissertazione sullo schiavismo e sulla vita dei Neri nel Sud, non sarebbe soltanto incompleta, ma anche inconsistente.

Quando chiedo ai miei studenti della Morgan State - un'università urbana, a predominanza Nera - di MC come Immortal Technique, Talib Kweli e i Dead Prez, una schiacciante maggioranza di loro rivela di non averli mai nemmeno sentiti nominare. Questo è tragico, perchè questi MC sono tra i pochi a trattare le tematiche sociali e politiche che condizionano la loro vita. Questo è in parte dovuto alla spiacevole realtà secondo la quale i rapper i cui testi cadono negli abissi della negatività non vengono quasi mai definiti "negativi" o "ignoranti", mentre invece gli MC le cui rime contrastano l'autodistruzione vengono sempre marginallizzati come "conscious", "alternativi", o "politici", etichette che li relegano nei ghetti delle categorizzazioni e contribuiscono a tenerli lontani dalle orecchie delle masse.

La storia ci insegna che sia l'azione che la non azione ci possono condurre verso cambiamenti drammatici.

Messa in un altro modo, si potrebbe dire che la forza che creò Malcom X sia la stessa forza che ha creato l' hip hop - una forza viscerale mirata a trasformare (o quanto meno a comunicare) la condizione della gente oppressa. Questa non era semplicemente la promessa dell'hip hop, era la sua realtà.

Così com'è vero per l' hip hop, Scott saul, professore d'inglese di Berkeley, sostiene che " esso si sia spostato dall'essere una forma di dissenso bohemien africano americano, fino a diventare il linguaggio del mondo pubblicitario, che ha preso la sua promessa di autenticità, liberazione e ribellione, e l'ha fatta aderire all'atto di godere dell'acquisto di tutto ciò che è in vendita al momento". Oggi, i giovani vengono ingannati nel vedere nel consumismo un atto di ribellione.

E' un paradosso che chiamiamo realtà. Così restare vero ti renderà una casualità dell'anormale normalità. Talib kweli

Il tuo nome m'incuriosisce, "ghetto". Che cosa vuol dire? Da dove proviene?
I linguisti ne tracciano le origini nelle parole italiane "getto" (buttare) e "borghetto" (piccolo quartiere), nel gergo veneziano "ghetto", nel greco "ghetonia" (quartiere), e nella parola ebraica "get" (documento di divorzio).
La prima volta che fu nominato il mio nome fu quando l'avventuriero e scrittore inglese Thomas Coryat, durante una traversata dell'Europa a piedi, descrisse "un luogo dove l'intera confraternita degli ebrei vive assieme, che è chiamato ghetto".
 E che anno era?
Il 1611. Nel suo primo utilizzo, la parola stava a indicare alcune zone delle città separate da muri e cancelli, in cui venivano convogliati gli ebrei. Era usata principalmente in Italia, in prossimità di città portuali come Venezia, dove vivevano e lavoravano molti ebrei. Gli ebrei erano sottoposti al coprifuoco, il che impediva loro di stare in giro dopo una certa ora. E, come se non fosse abbastanza, le leggi suntuarie li costringevano a indossare speciali distintivi gialli a forma di stella e altrettanti berretti gialli che li identificavano in quanto ebrei, spingendoli così allo scherno e agli attacchi dei cristiani, che erano la maggioranza.

Steve Biko, un nonviolento attivista antiapartheid, famoso per aver proclamato che "l'arma più potente nelle mani dell'oppressore è la mente dell'oppresso" e "Nero è bello", viene brutalmente picchiato a morte dalla polizia sudafricana.

Qualche settimana più tardi mi ritrovai, assieme al mio socio, in un robusto grattacielo di Manhattan, che aveva ascensori e finestre cos' lussuosi da sembrare surreali, per incontrare i dirigenti di etichette, canali via cavo e stazioni radiofoniche che si occupavano "di questa faccenda del rap". Vecchio uomo bianco dopo vecchio uomo bianco, blazer dopo blazer, testa grigia dopo testa grigia e cravatta dopo cravatta, rimasi scioccato nello scoprire che i decisionisti dell'hip-hop non erano per niente hip-hop. Mi resi conto veramente che l'hip-hop, questa creazione Nera urbana, era qualcosa che i Neri urbani (o anche i Neri e basta) non controllavano affatto. La realtà brutale è che, come dice Afrika Bambaataa: " Oggi molte delle persone che hanno creato l'hip-hop, cioè i Neri e i Latini, non lo controllano più".

David Mays: La cultura hip-hop è nata ed è diventata la voce dei gruppi demografici privi di potere e più in pericolo. E' responsabilità degli artisti hip-hop, dei dirigenti e dei veri fan, quella di reclamare il controllo di questa industria multimiliardaria alle corporazioni razziste e quella di raccogliere le ricompense del successo dell'hip-hop per le nostre comunità prive di diritti. Non dobbiamo partecipare in modo silenzioso allo sfruttamento generale della nostra cultura.

Ciò che rende tutto ancora più problematico è che l'hip-hop riesce a generare la maggior parte dei profitti dell'industria musicale. Con tutti gli altri generi musicali che perdono quota, è già da anni che l'industria dipende quasi esclusivamente dall'hip-hop per restare in piedi.

Al Morehouse College un fratello si è alzato e ha detto:"che cosa ce ne facciamo dei cerchioni cromati da venticinque pollici o delle donne con i vestiti attillati sul culo?". Io gli ho risposto:"Beh fratello, che ci devi fare?", ho detto, "ignorali, devi organizzarti con la tua comunità per fare in modo che quando la gente si troverà di fronte alla scelta tra i cerchioni cromati e una parvenza di libertà egiustizia, sceglierà la giustizia".

Prendete posizione. La neutralità aiuta l'oppressore, mai le vittime. Il silenzio incoraggia il tormentatore, mai il tormentato. Elie Wiesel

E' proprio perchè " stanno ingannando sia noi che voi" che dobbiamo opporre resistenza alle persone che cercano di dividerci. A questi poveri Neri e bianchi che urlano " i Messicani ci portano via il lavoro!" dobbiamo dire "NO", dobbiamo spiegargli che "i ricchi uomini bianchi danno via il vostro lavoro a lavoratori che possono non solo pagare di meno, ma che sono anche più vulnerabili. Lavoratori che non sentono affatto di dover retribuire. Lavoratori che possono essere minacciati di deportazione".

Finchè qualcuno avrà il controllo della tua storia, la verità rimarrà solo un mistero. Ben Harper

Marcus Garvey ha detto che le persone che non conoscono la propria storia sono come alberi senza radici".

"Non dovreste dipendere esclusivamente dalla scuola per la vostra istruzione", li ho informati. "L'autodidattica è altrettanto, se non più importante". La scuola non può essere l'unica fonte. L'autodidattica è vitale a qualunque livello di formazione scolastica. In molti modi, l'autodidattica si muove contro ciò che ci hanno insegnato essere "didattico". Bisogna pensare che l'auto didattica implica l'automotivazione in contrapposizione alla motivazione classificatoria e carrieristica; essa implica una volontà di impegnarsi ed esperienze nuove in contrapposizione all'apprendimento meccanico all'uniformità; ci permette di avere insegnanti e lezioni onnipresenti, piuttosto che sottostare alla gerarchia che da per scontato che l'insegnante sia onnisciente; spinge all'azione nei confronti di ciò che si è imparato, piuttosto che portarci a memorizzare e rigurgitare informazioni per rispondere a dei test; implica inoltre il fatto di continuare a fare domande, piuttosto che la soppressione degli interrogativi.

Buddha: fate lo sforzo di ottenere informazioni che vi permettano di guidare al meglio il vostro destino. Fate sentire la vostra voce nel mondo attraverso la vostra vita e le vostre opere e non restate acquattati e fermi per colpa dello status, della tradizione, della razza,dell'etnia, del genere e delle affiliazioni. Non credete in nulla solo perchè lo avete sentito. Non credete in nulla semplicemente perchè ne parlano in tanti. Non credete in nulla solo in base all'autorità dei vostri insegnanti e dei vostri genitori. Non credete nelle tradizioni perchè sono state manipolate da molte generazioni. Ma dopo l'osservazione e l'analisi, quando troverete che tutto combacia con la logica e conduce al bene e porta beneficio al singolo e a tutti, allora abbracciatelo e vivete per quello.

Tutti possono dirvi come vanno le cose quello che vogliamo mettere in chiaro qui è come va e come potrebbe andare. Talib Kweli

"Okay, quindi in quanto artista, e soprattutto in quanto artista Nero, senti di avere il dovere di usare la tua arte per scopi positivi?", gli ho chiesto.
"Bhe non so. Le mie strofe parlano della realtà, capisci cosa voglio dire?", mi ha detto con una scrollata di spalle. "Amico, è come uno specchio", è intervenuto un altro rapper. "Quello che vedi è quello che hai". "E' vero", ha aggiunto un altro, annuendo col capo a conferma. Esattamente come le loro strofe erano repliche analoghe, cos' erano anche le giustificazioni che davano per averle pronunciate. Facevano eco a un'ideologia che si trova con facilità non solo nel rap mainstream, ma anche in tutto il panorama artistico….."Si lo specchio riflette la realtà", ho concordato,"ma lo specchio non è uno strumento passivo. Non è così distaccato da poterci permettere di dire 'quello che vedi è quello che hai'. No, lo specchio ci fornisce informazioni sul nostro aspetto e ci offre una possibilità di migliorarlo - ecco cosa fa lo specchio". "Quantomeno un buono specchio", ha detto uno dei rapper del trio mentre porgeva il suo pugno contro il mio e ripeteva "miglioramento".

L'attivista è Billie Holiday che, nonostante le serie minacce alla sua vita, insisteva nel raccontare al mondo che: Gli alberi del sud producono strani frutti Sangue sulle foglie, sangue sulle radici.

Nel corso della storia, la moda è stata usata come comunicatore sociale non verbale di informazioni come la classe sociale, l'occupazione, la fascia d'età, la storia, l'ambizione e la realtà. Come scrive Alison Lurie in Language of Clothes, "scegliere gli abiti, sia in un negozio sia in casa, significa definire e descrivere noi stessi".

Durante un'intervista, la Tucker chiarì la sua posizione, dimostrando comprensione e apprezzamento per l'Hip-Hop e spiegando che lei non era contraria all'Hip-hop.

Non mi sto lamentando dell'Hip-Hop. Mi riferisco al gangsta-porno-rap che è un rap che glorifica l'omicidio, lo stupro, le droghe, le armi ed è profondamente misogino nei confronti delle donne che vengono chiamate con epiteti degradanti. Questo è il genere di rap - il gangsta porno rap - contro cui ci battiamo, non l'hip-hop, non il rap nella sua forma più pura.

Più di 35 anni fa, il Dr. Martin luther King jr ci aveva avvisato: "L'ingiustizia di qualche luogo è una minaccia alla giustizia ovunque".

Adottiamo la tradizionale idea africana dell'ubunto, che significa "umanità verso gli altri"; io sono perchè noi siamo; io sono ciò che sono per  via di ciò che tutti siamo. Una persona diventa umana attraverso le altre persone; un individuo è un individuo grazie agli altri individui. Ubuntu insiste per farci aprire ed essere disponibili verso gli altri; vuole che sosteniamo e incoraggiamo gli altri a raggiungere il loro potenziale. Nella sua straordinaria, sostanziale semplicità, ubuntu ci assicura che noi, come esseri umani, siamo tutti parte di un insieme più grande, e per questo percepiamo l'oppressione degli altri, perchè noi stessi siamo gli altri.

Hip? non sapevo fosse una parola africana.
Beh adesso lo sai. La parola "hip" deriva dal linguaggio Wolof del Senegal, del Gambia e della mauritania. In Wolof c'è un verbo, "hipi" che significa "aprire gli occhi a qualcuno e veder". Quindi hipi è un vocabolo di illuminazione. Il mio primo nome significa "vedere o essere illuminati", mi segui?…………Porto un primo e un secondo nome che sono connessi tra loro. Ti ho già detto che hip significa illuminare. Beh "hop" è una vecchia parola che significa "balzare all'azione". Perciò io sono prima illuminazione e poi azione. Senza illuminazione, non saprai mai quello che stai facendo, ma senza l'hop, o l'azione, beh a quel punto rimangono soltanto delle rime.

lunedì 5 marzo 2012

Memorie e testimonianze dalla vecchia scuola bassanese: Intervista ad Endi Primo.

Di dove sei, la tua tag, la tua crew, in che anno hai cominciato e che età avevi?
Endi Primo, classe ’79 nato a Bassano. Ho iniziato ad avvicinarmi/innamorarmi a 13 anni. 1992.

Che atmosfera si respirava ai tempi in cui hai iniziato, a livello sociale, politico e giovanile?
L’atmosfera credo sia difficile riportarla e farla capire a pieno. C’era molta tensione, confusione negli intenti (erano i primi anni ed ero piccolo per capire cose così grandi). A livello sociale a Bassano coinvolgeva tutte le classi sociali, dagli operai o figli di operai, ai figli della “Bassano bene”, ovvero la classe borghese dirigente della cittadina. C’erano anche figure del Comune dei Giovani, nota comunità Bassanese. A livello politico  da lì a poco era scoppiato a livello nazionale il caos con  “mani pulite” e da lì a poco la discesa in campo di Berlusconi. Ciò che si è verificato nei quasi vent’anni successivi, gli mc’s e i writers l’avevano già annunciato da tempo.

Perchè hai cominciato? Quali influenze ti hanno avvicinato alla tua disciplina?
Ho cominciato per vari motivi : ricerca di se stessi nell’età adolescenziale, grande fermento underground di tantissimi generi musicali, grandi writer presenti in città, voglia di andare oltre gli schemi di un paesino contadino arricchito, bigotto, falso e conformista.
Le influenze maggiori son arrivate dal guardarmi attorno… si respirava l’hiphop, anche se non sapevo ancora che nome dare a quell’aroma incredibile. Ovunque andassi, anche nel quartiere più piccolo e sfigato, c’era comunque una jam, qualcuno che ballava nei vari campetti, al centro giovanile, al famila… Ricevevi flyer promozionali di eventi in discoteca (domenica pomeriggio al Kiwi) con una saletta dedicata all’hiphop dove si sfidavano breakers  o mc’s.


Come veniva percepito l'MCing dalla gente esterna ad esso?
Veniva recepito da ignoranti, ovvero senza nozioni per giudicare, come scimmiottamento degli americani, come esaltati che non sanno far musica, come sbandati.

Quando hai cominciato a praticare, la tua disciplina era associata a una cultura, a un movimento, o era un'arte autonoma?
Il rap che ho iniziato a fare nel ’94, era decisamente hiphop, non lo sapevo ancora, ma scrivevo solo ciò che mi disturbava nel crescere, in ciò che vivevo, banalmente della mia quotidianità. (solo hiphop!)

Quali erano le crew che c'erano a Bassano quando hai iniziato te?
Krew che ricordo : Free Power Posse, CLK, DAK, SI, Malarazza, Achiphopcloridrico.

Chi praticava prima di te? Chi assieme a te? Quali erano i vostri luoghi di ritrovo?
Prima di me c’era Oscar, Malaisa, Boma e l’Achiphopcloridrico. In sfida, amici, in lite, in confronto…insomma, nella norma!
Io con Maa il mio socio di sempre, siamo sempre stati fuori dalle varie krew grosse (tantissimi elementi) e giravamo con qualche amico o krew di writer sotto il nome kolpoastratto. Ci si trovava a San Marco, poi Ca’ Baroncello, facendo qualche giro in centro, al Centro Giovanile. Molto indipendenti dal tutto, per evitare “scazzi” all’ordine del giorno.

Conoscevi le origini della tua disciplina?
Sì, molto bene, non conoscerle non ti dava accesso a nulla, ti negavano il saluto.”

Sapevi che era parte della cultura hip hop?
Assolutamente.

Era difficile trovare informazioni a riguardo?
Come una sorta di rito tribale, venivano tramandate a voce dai più vecchi, ed era legge.

Cosa pensi dell'era di internet dove trovare informazioni è più immediato?
Internet è stupendo per chi è cresciuto nella mia epoca, perché è arrivato dopo, quindi dopo il processo formativo avvenuto. Quindi tutto ciò che trovo in rete è filtrato dalla mia personale esperienza avvenuta prima di esso.

Pensi sia più facile trovare informazioni corrette o sbagliate?
Credo che tutto sia corretto e tutto sia sbagliato, dipende cosa capisce chi lo legge.

Eravate in contatto con chi praticava le altre discipline dell'hip hop?
Certamente, altrimenti sarebbe stato come scindere manubrio dai pedali dalla sella dalla catena in una bici.

Conoscevi la filosofia della cultura hip hop?
Sommariamente, nella fase iniziale, ma i punti cardine italianizzati sì.

Conoscevi l' Universal Zulu Nation?
Sì.

Come ne sei venuto a conoscenza?
Tramite le chiacchierate con i militanti dell’epoca.

Era una conoscenza diffusa?
Diciamo che molti conoscevano il titolo del film, ma non la trama!

Come veniva percepita la filosofia della Zulu Nation dalle persone all'interno del movimento hip hop?
Come trand.

E tu personalmente?
Io mi ci ritrovo in molti punti, quali il dubbio, la ragione del tutto personale deve essere manifestata senza impedimento alcuno e la critica verso i libri sacri universali delle religioni. Il resto dello stile di vita o regole comportamentali, credo proprio per i primi tre punti da me elencati, siano talmente personali, che non si possono schematizzare, vincolare o veicolare per altre ragioni… io e te, non possiamo essere d’accordo su tutti i punti, altrimenti o siamo ipocriti o abbiamo messo da parte la nostra ragione.

Tornando alla tua disciplina, cosa si praticava nella tua disciplina (MCing) in quegli'anni?
C’era la ricerca estrema dell’ultimo mixtape stampato in Italia o in zona, c’era il freestyle senza tempo o tema prestabilito, l’unico scopo era prendere il microfono e far meglio di quello prima e di quelli che sarebbero saliti dopo. C’era il confronto, la sfida per migliorare, non per vantarsi di aver vinto la “osteria battle”!

Esisteva una gerarchia tra di voi? Su che cosa era basata? Come veniva percepita?
Poche parole : ultimi arrivati, silenzio o botte. Chi dimostrava di valere aveva vita difficile comunque, perché per arrivare alla luce doveva scalare pareti a mani nude!

Che tipo di rivalità c'era tra di voi e tra le varie crew?
Estrema, a volte sfiorava il ridicolo a mio parere, ecco perché kolpoastratto era poco sentito in giro.

Quali sono stati nella tua zona i personaggi chiave per lo sviluppo della tua disciplina e della cultura in generale?
Sicuramente Oscar M., Malaisa, Harris, Ciso al Palladium e vari writers dei quali non vorrei sbagliare la tag…poca memoria visti gli anni passati.

Come si tramandava la tua disciplina e la cultura?
Oralmente, attraverso fanzine, prime trasmissioni radio (sherwood, popolare, deejay con one-two one-two e venerdìrappa)

Fai ancora parte di questa cultura?
Non faccio parte dell’hiphop, ma il contrario… mi son reso conto che a 32 anni, ogni decisione che prendo, ogni problema che affronto, ogni lavoro che faccio o persona che incontro è sempre vista attraverso alla mia esperienza personale, il mio vissuto, la mia storia…hiphop. La sfida per migliorare, l’amor proprio nel riconoscere i limiti e non esaltarne solo le qualità, son hiphop. Anche nel scegliere una bottiglia di vino pregiato si ha un approccio hh!!!

Cos'è cambiato in questi anni nella scena?
E’ sparita. Drastica come risposta? Ci sono fortunatamente molte realtà isolate che provano a comunicare tra loro, ma si ha sempre meno il coraggio del confronto reale e veritiero.

Cosa è andato perso?
E’ cambiato, è normale, sarebbe anacronistico vedere gente che si scambia fanzine o tape alle jam!(scena presente nel mio ultimo video con Ciacca) Si è persa la gerarchia, fortunatamente, ma con essa anche il rispetto. Non confondiamo il rispetto con la riverenza incondizionata. Si son persi punti di aggregazione reali …sostituiti spesso, non sempre , con quelli virtuali.

E cosa si è creato di nuovo?
Poco…

Secondo te c'è stato un modo sbagliato di tramandarla? E se si tornando indietro cosa cambieresti? 
LA via era giusta, ma l’avvento della tecnologia alla portata di tutti ha sovrastato il vecchio metodo. Fenomeno incontrastabile, come l’evoluzione della musica facendo un esempio vicino… sarebbe assurdo suonare ancora strumenti del secolo scorso, ignorando l’elettronica…


Non pensi che la meritocrazia e la rigidità di una volta fossero un metodo di selezione dei praticanti e anche un modo per salvaguardare le regole?
Credo che questa domanda contenga delle affermazioni errate… ovvero la meritocrazia c’era ma fin là… se eri amico dell’amico dell’amico, potevi suonare, altrimenti era molto più difficile. Il rispetto come regola base, non l’ho mai visto nei motorini rubati in centro, nelle manganellate in faccia per stupide liti, nelle risse per una tag a 10 metri di distanza. A chi ha iniziato dopo si è sempre descritta una scena rigida ma paradisiaca… ecco l’esempio di visione distorta del passato. La guerra è sempre scritta dai vincitori…che omettono piccoli particolari… !

C'erano degli eventi? Com'erano le jam in quegl'anni? Come vedi le jam di oggi?
Le Jam mi piacevano molto, trovavi sempre gente nuova, era in massima espansione, quindi a distanza di un mese, trovavi 2 krew nuove. Venivi a sapere della Jam, tramite telefono si casa, flyers marcissimi, passaparola… un episodio bellissimo che racchiude anche la risposta alla seconda domanda mi capitò a Mantova a fine ’90 o primi 2000. Dovevamo suonare la sera ma decidemmo di andar al pomeriggio per vedere chi disegnava o ballava. Ci siam ritrovati in un campo di fango, con un bel palco e mentre noi ci stavamo esibendo, sotto al palco c’era Kaos con i suoi vinili in mano che li vendeva ad altri artisti, il Danno arrivato da Roma in treno, non per suonare, ma perché aveva saputo della serata e non aveva un c***o da fare, allora è salito da solo per far 2 rime! LA gente era molta, anche se non c’era scritta da nessuna parte la presenza “dell’ospite GROSSO”… fa riflettere .

La tua disciplina era anche vista come un possibile mezzo per guadagnare dei soldi o era semplicemente una passione?
Passione – farsi notare- farsi rispettare- montarsi la testa e provare a vendere. Solito.

Cosa ti piace della tua disciplina? Quali sensazioni ti dà? Qual è la cosa che ti ha dato più soddisfazione? Qual è stata la più grande delusione?
Mi piace tutto, dal freestyle, al creare un testo, un disco, il confronto, le collaborazioni. La cosa che mi ha dato più soddisfazione è stato l’emergere dal buio vincendo circa 80 gare di freestyle ed arrivare in finale nazionale nel 2007 al Tecniche perfette. La collaborazione in ben 4 brani nel prossimo disco con Iceone.
La delusione più grande il mancato raggiungimento del master di un disco quasi ultimato (strana coppia) con Karma.

Secondo te che immagine danno i media di questa cultura?
I media fanno bene il loro lavoro, quindi ne danno un’immagine distortissima, altrimenti non venderebbero nulla. Nessuno compra fatica, sacrificio e rispetto!


Sei conscio di aver contribuito a fare la storia del movimento nella tua zona?
Assolutamente no. Assolutamente sì. Tutti dobbiamo esserne consci che non conta quanto, ma come lo fai. Anche un bimbo di 10 anni che balla per strada per qualche mese, se ci mette convinzione, ha fatto già qualcosa di utile.

Oggi riconosci i valori dell'hip hop di una volta e ti senti rappresentato da qualcuno di nuovo? Chi è?/Chi sono?
C’è gente che ci crede ancora. Mi piace Ghemon, pur arrivando dalla borghesia, è un genio nel trasmettere a tutti gli strati.E’ hiphop.

In quegli'anni quando praticavi la tua disciplina volevi anche far passare un messaggio?
Certo, ora come allora. Il prossimo disco “storie di precaria follia” parlerà di precarietà d’anime e mancanza di dignità.


Cosa ti è rimasto dalla tua esperienza nella cultura hip hop?
Quello che sono oggi.


Cosa pensi che manca oggi nell'MCing? E cosa pensi ci sia in più rispetto ad una volta?
Hai più visibilità, c’è meno istinto.

Che consiglio daresti a qualcuno che oggi si aproccia alla cultura hip hop?
Prima cerca di capire il perché, poi studiati bene il come.

E a qualcuno che si aproccia all'MCing? 
Tuffati in questo mare e nuota dove senti l’acqua alla tua temperatura.

Cosa ne pensi di questo progetto?
E’ una figata pazzesca (cit. Massimo fuckin’ Boldi)

Hai qualcuno da ringraziare?
Tutti coloro che non hanno mollato, siamo in tanti, mascherati diversamente… Ma l’hiphop? Dentro sempre dentro.(cit. Ozone)



Approfondimenti: Endi Primo & Ciacca - Verso il Clou (2012)  http://www.youtube.com/watch?v=_Wq-OdzPyzY

Link dove potete scaricare l'Ep Clessidra di Endi Primo & Ciacca http://www.hiphoprec.com/notizie-hip-hop/rap-italiano/5095-endi-e-ciacca-clessidra-ep.html

Finale tecniche perfette 2007 giro di presentazione http://www.youtube.com/watch?v=JZ1gqnXTLXU

sabato 25 febbraio 2012

Info riguardanti alcuni gruppi che abbiamo creato e gestiamo su Facebook

Abbiamo creato alcuni gruppi su Facebook in quanto pensiamo che usato con intelligenza e consapevolezza può diventare un mezzo d'informazione alternativo molto utile, vi linkiamo qui sotto i nostri gruppi con le spiegazioni annesse.  Invitiamo tutte le persone interessate a prendere in considerazione la partecipazione a questi gruppi all'interno dei quali troverete tutti i regolamenti.
peace 2phe Crew

Cibo per la mente
http://www.facebook.com/groups/141294159318289/  Questo gruppo è stato creato con l'idea di raccogliere citazioni o esperienze di vita e riflessioni che possano accrescere la consapevolezza, la saggezza e la conoscenza di se stessi degli altri e della vita stessa.
Lo scopo principale del gruppo dovrebbe essere quello di raggiungere un elevamento e accrescimento positivo delle persone al suo interno. 


Hogar del Hip Hop Bassano del Grappa. (Casa dell' Hip Hop Bassano del Grappa)
http://www.facebook.com/groups/100838200007350/   L'OBIETTIVO per il quale è stato creato questo gruppo è la diffusione della vera cultura HipHop, o almeno è quello che si cercherà di fare con questo gruppo, per alcuni sarà il primo approccio con la cultura HipHop, per altri sarà un approfondimento, comunque sia, l'intento è quello di pubblicare link con INFORMAZIONI e sottolineo INFORMAZIONI che riguardano la cultura HipHop.
L'OBIETTIVO reale alla fine dovrebbe essere quello di acquisire la conoscenza e la consapevolezza di sapere cosa sia veramente la cultura HipHop nel suo complesso, nella sua storiacome, stile e filosofia di vita. L'importanza di tramandare questa cultura alle successive generazioni e difenderla dalle immagini e definizioni sbagliate che vengono date di essa! 


Bassano underground movement 
http://www.facebook.com/groups/119991154744122/ Questo gruppo è stato creato per cercare di unire le nostre attività e tenerci informati tra di noi. Visto che molte volte quando siamo andati a un concerto, oppure i b-boys/b-girls ballavano o writer disegnavano abbiamo sentito le seguenti frasi: "Ma io non lo sapevo","Nessuno me l'ha detto" ecc. abbiamo pensato di formare questo gruppo.
Adesso abbiamo una bacheca dove possiamo dire a tutti cosa faremo il giorno stesso o nelle settimane seguenti, sarà così più facile beccarsi e non si sprecheranno miliardi in telefonate.
Il gruppo è aperto a tutte le persone di Bassano e d'intorni.
Il gruppo è aperto a tutti gli eventi. Per eventi intendiamo: concerti, conferenze, b-boys/b-girls che si allenano, writers che fanno murate, organizzazione per andare a concerti o eventi lontani.
L'unica cosa che Vi chiediamo oltre a non mettere video che non servono, è di non mettere post del tipo "Ci troviamo al bar questa sera" ecc. Lo scopo di questo gruppo è trovarsi per le cose concrete.


Our Radio
http://www.facebook.com/groups/322792504424100/  è un gruppo che si pone l'obiettivo di diffondere la musica della gente per la gente e non la merda che viene propinata alla radio! Con la possibilità di conoscere e sviluppare la propria cultura musicale. Creando così un canale di comunicazione alternativo.


venerdì 24 febbraio 2012

Revocata l'autorizzazione per dipingere i muri legali di Santa Croce

Parte dei muri di Santa Croce
Siamo dispiaciuti di comunicare che i muri legali di santa croce non saranno più a disposizione dei writers.
Il parroco e il comitato della parrocchia, proprietari dello spazio, hanno deciso giustamente di non rinnovare l'autorizzazione e quindi l'accesso ai muri, dopo i numerosi danni subiti nell'ultimo anno, varie scritte sopra i tendoni del campo da calcetto, sul container, bagni e altri oggetti.
Nonostante la crew 2phe si sia impegnata assumendosi la responsabilità di ripulire il tendone pur non essendo colpevole dei fatti, scrivendo una lettera al prete, dando i propri documenti d'identità e andando più volte sul posto a parlare con il parroco e la segreteria per trovare una soluzione, non è stato possibile riottenere il posto… grazie alle persone che con le loro cazzate hanno bruciato l'opportunità di dipingere in questo posto storico.
Per molti anni, più di dieci, quello di Santa Croce è stato lo spazio più grande autogestito a nostra disposizione, dove molti writers hanno imparato a disegnare facendo i loro primi pezzi e proseguendo poi con la loro evoluzione.
Sono anche molto dispiaciuto che siamo stati gli unici ad interessarsi alla salvaguardia di questi muri anche se altre persone avevano manifestato l'intenzione di aiutarci ma poi nei fatti questo non è successo o è avvenuto solo in parte; inoltre sottolineo che la zona dei muri almeno da quando ci siamo noi (10 anni) è sempre stata rispettata e mai imbrattata da nessun writer che dipingeva. Nei rari casi in cui questo è successo, è sempre stata riconosciuta la responsabilità ed è stato ripulito. I fatti che ci hanno fatto perdere questo posto sono accaduti nell'ultimo anno (anno in cui la 2phe non ha mai utilizzato questi spazi). I responsabili che avevano in gestione i muri e gli stessi writers evidentemente non hanno avuto la maturità e la responsabilità necessaria per utilizzarli.
Parte dei muri di Santa Croce
SmogOne in prima persona ha redarguito, dopo aver visto con i suoi occhi alcuni membri di crew bassanesi e writer singoli taggare il container e altri oggetti di proprietà della parrocchia, ma tutto questo è avvenuto nell'indifferenza generale degli altri presenti, questo dimostra l'irresponsabilità di molte persone. In più vorremmo aggiungere le parole testuali del prete di Santa Croce: "Alcune volte ho addirittura trovato dei ragazzi che dipingevano e gli ho chiesto da dove venivano e mi hanno detto che venivano da Treviso e che avevano parlato con il proprietario del muro. Allora gli ho detto che non era vero in quanto il muro è di mia proprietà mentre altri mi hanno riferito che avevano letto su internet che il muro era disponibile. Con altri ho fatto discorsi dicendo di non lasciare le bombolette per terra dopo aver finito i disegni perché i bambini e i ragazzi della scuola possono prenderle e utilizzarle e nonostante questo ho trovato spray sparsi in giro oltre alle varie immondizie. Sinceramente il parroco principale è stufo e quindi ne abbiamo parlato con il comitato ed è stata presa la decisione di non rilasciare più l'autorizzazione."
Speriamo che questo provvedimento venga preso come un importante insegnamento dopo l' irresponsabilità dimostrata, d'ora in poi chi vorrà disegnare dovrà trovarsi dei muri e chiedere le autorizzazioni e prendersi le proprie responsabilità: magari sudarsi le cose farà imparare a molta gente ad averne anche una maggiore cura.
Ci dispiace per le persone che magari non c'entrano niente con i fatti accaduti... ringraziate pure chi ha fatto in modo di perdere questo posto.
Inoltre ci hanno tolto la possibilità di utilizzare l'unico posto che ci avrebbe permesso di fare delle jam in cui le discipline potevano stare tutte assieme.
Se qualcuno vuole dei chiarimenti riguardo a questa faccenda non ci sono problemi.
Grazie per l'attenzione 2phe crew